Archivi tag: sonetto

Poesie di Maurizio Donte

SAMHAIN

Io vedo l’ombra che avanza silente,
presso la chiara via d’acqua sorgiva;
dirada la nebbia che oscura
le lievi onde del lago:
con la memoria nel tempo divago,
ricordandomi di cose lontane…

Io vedo l’ombra che lenta si stende
e sui prati dilaga
e della mia cetra sfioro le corde:
dal tempo andato ricavo le note,
che non disturbino le anime sorde
dei morti eroi
che tornano dal Sidhe.

A Samhain s’accendono i fuochi,
nella notte degli amari ricordi
e canto alle ombre, trovando gli accordi:
“Disertate, vi prego, questa notte,
gli incroci e le strade, voi non sapete
dove conduce la via delle spade:
a strani luoghi, deserte contrade
da cui la vita non torna, ma viene
la morte. Ed un soffocante grigiore
regna sovrano, nell’oscurità
priva di stelle, notte fonda senza
mattino: l’alba non sorge in quel mondo
divino, là, dove domina il Dagda,
il signor della fine”!

————————————————————————————————————————————–

XIX – L’ISOLA DI SKYA

L’acqua si muove di sotto la nave
mentre leggera s’invola alla sponda,
dove vi è nulla di lieve e soave:

l’erto castello che è cinto dall’onda,
che, della dea, è la fissa dimora.
Qui il mio legno si mette alla fonda:

scende l’eroe e va dalla signora,
Scathàch che vive su quei duri scogli,
l’arte di guerra, insegnandovi ancora.

“Qui è bene che dell’orgoglio ti spogli.”
Dico al Mastino, ma lui se la ride,
scende dal legno, ruggendo alle sfide.

Viene di corsa, saltando le rocce,
come il salmone fa sulle cascate:
viene Setànta sul ponte che oscilla,

lo salta di slancio e sembra volare.
lo guarda, la dea, torva e sprezzante,
la lancia afferra e poi corre distante.

Viene Scathàch, come nembo di fiamma:
saltar del cervo, il suo passo veloce,
intanto che il cuore d’ira s’infiamma,

si fa il suo sguardo crudele e feroce.
Si erge dall’ombra ed impugna la lancia,
e s’apre l’aria e saetta Gae Bolga:

sotto quel colpo, l’eroe si sbilancia.
Cade il Mastino, ma presto risorge,
si alza da terra, qual sole che sorge.

————————————————————————————————————————————-

XX – LA SFIDA DELLA DEA

E viene Scathàch, saltando sui fossi,
dove, dei morti, biancheggiano l’ossi,

viene furente di rabbia divina,
lei, nata donna, ora dea che rovina.

Nessuno salva dalla sua furia:
piegò quei pochi con la lussuria;

maestra di guerra, delle armi è sovrana,
nessuno che osi chiamarla puttana.

Cadono le teste, sotto la spada
della guerriera che sbarra la strada

all’erta rocca, che è cinta dall’onda
dove il guerriero, s’accosta alla sponda.

Grida la dea con rabbia potente,
si perde l’eco al sibilar del vento:
di questo, l’eroe, sorride contento.
La mano mette alla spada lucente
e poi la guarda, anche lui sorridente.
Si frange il mare, tuonar da spavento,
sulle aspre rocce, dove io meno sento.
Urla il guerriero, la sfida furente,
regge lo sguardo della dea veniente:
suona l’acciaio, con forte clangore,
e lei sorride, vedendo il valore.
La colpisce il Mastino,
ed è proprio il dolore
che la conduce ben presto all’amore;
alza la spada e s’avanza prudente,
nella sera incipiente,
disarma l’eroe con forza suprema,

vola la lama,
ma lui no, che non trema!

I tre componimenti sono un estratto di Cù Chulainn, il Mito del Mastino di Cullan, libro di nuova pubblicazione.

Annunci

Intervista a Maurizio Donte

1) Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.

Mi chiamo Maurizio Donte, sono nato a Imperia ( uso il passato prossimo, ma dovrei usare il passato remoto) nel 1962, sono su facebook, col mio profilo e una pagina che si chiama Maurizio Donte Poesia Miti ed epica celtica.

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?

E’ passato così tanto tempo da quando ho iniziato che davvero non lo ricordo, per passione, credo.

3) Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?

Scrivo in moltissimi modi diversi: dall’epica all’ermetismo, dal sonetto e madrigale al verso libero. Un po’ di tutto, anche in prosa. Ho scritto un romanzo, il De Bello Parthico, edito da Rei, un’ucronia su Caio Giulio Cesare.

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira?

Sono cresciuto con mia madre che mi leggeva spesso le poesie di Angiolo Silvio Novaro e di Giovanni Pascoli ( per spesso intendo tutte le sere…) ma poi crescendo ho maturato una grande passione per Leopardi e Ungaretti. Se dovessi indicare i miei “maestri” punterei senza esitare il dito su loro due. C’è da dire che lo “stile Leopardi” mi viene particolarmente bene, a tal punto da vincere con una poesia sul tema di “A Silvia” il premio Nazionale TraccePerLaMeta dedicato a Giacomo Leopardi, a Recanati, il Maggio scorso. Ma non rinnego lo studio e la stima per molti altri autori. Dagli epici, a partire da Omero, passando per Virgilio, fino a Torquato Tasso, sulle cui orme mi sono messo. Poi Dante Alighieri, Francesco Petrarca, ma anche Cecco Angiolieri, poeta satirico della stessa epoca di Dante…sono fra le mie letture favorite, senza scordare Foscolo, Carducci, D’Annunzio…e gli ermetici del 900, mi fermo, perché l’elenco è troppo lungo. Cito ancora Melchiorre Cesarotti, per via dei Canti di Ossian, tratti dall’originale di James Mac Pherson, cui mi sono ispirato per un paio di mie opere: I Canti di Erin e il Cù Chulainn, il Mito del Mastino di Cullan, appena uscito, sempre per Rei. Due poemi epici in cui mi riallaccio ad antiche leggende irlandesi…

5) Definisci il tuo stile poetico con un aggettivo e spiegane il motivo.

Eclettico, e mi pare d’averlo già spiegato, il motivo.

6) Tutti i poeti hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti?

Questo è proprio vero: non riesco a fare a meno di citare il mare, le onde, le rive , gli scogli, i frangenti….sarà che sono nato a Imperia, città di mare e ho navigato per un po’ di tempo…

7) Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti. Che cosa pensi emerga spontaneamente dalle tue opere?

Spero sia il mio mondo interiore ad emergere, ma credo siano evidenti anche le mie letture, cui ho già fatto cenno

8)Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?

Vero pure questo, amo disegnare.

9) Quale tipo di letture preferisci?

Oltre a quelle già indicate, sono un “divoratore” di romanzi storici, principalmente sul mondo romano, di libri di storia in genere, ma anche di romanzi di avventura. In realtà leggo davvero di tutto, sono onnivoro, in questo senso, con l’esclusione di Horror e romanzetti insopportabili, di cui non cito il nome.

10) In tempi recenti è sempre più frequente la pubblicazione di poesie su blog o social network. Molto spesso si possono trovare lavori interessanti e ben scritti. C’è qualche poeta che torni a leggere di frequente e che vorresti raccomandare? (se possibile aggiungi anche il link al blog)

Ve ne sono così tanti, da temere di far torto a qualcuno, citandoli. Posso dire i nomi di quelli con cui sono maggiormente in contatto: Massimiliano Zaino e Alfonso Vincenzo Mauro, Francesco Vitellini, fra i giovani ritengo siano i migliori. ( qui il blog Athenaeum dove potrete leggerli) Poi, beh, sfondiamo delle porte aperte: N. Pardini, V.Verducci, R.Mestrone, R.Vettorello, C.Consoli, Patrizia Stefanelli, Elena Malta, Rosanna Di Iorio, Elisabetta Bagli, Elisabetta Freddi, S.Impalà, M.De Rosa, Oliviero Angelo Fuina, Stefano Baldinu… mi fermo, ma ne conosco molti altri ancora.

11) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Se sì fanne una breve descrizione indicando anche i dettagli della pubblicazione (editore, distributore).

Una? Sono alla terza, in campo poetico. I due già citati poemi, e la silloge Sonetti e Madrigali d’amor e guerra, con cui ho vinto il Premio della Giuria al concorso Nazionale Voci- città di Abano Terme, l’anno scorso. Sempre editi da Rei-France e ne ho molte altre ancora da pubblicare.

12) Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?

Tutto ….pensa che sono anche un collezionista di minerali, scrivo poesie e lavoro come perito chimico….

13) Per chiudere l’intervista cita tre dei tuoi versi che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla).

Questa domanda mi manda in crisi. Ho scritto talmente tanto che citare solo dei versi, estratti a caso, non mi pare giusto, sarebbe poco significativo. Posso però indicare facilmente dove potete trovare alcune delle mie poesie migliori: il blog del Professor Nazario Pardini, insigne poeta e critico letterario di fama nazionale, ALLA VOLTA DI LEUCADE, VETRINA DEGLI SCRITTORI CONTEMPORANEI. (qui il blog) Il blog maggiormente seguito in campo letterario del nostro Paese.

Grazie dell’intervista e un saluto a tutti

Intervista a: Stefania Nardi

1) Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.

Oh bene. All’anagrafe Stefania Nardi, su WP ho scelto di chiamarmi Stephymafy in onore del mio alter-ego fumettistico che da una vita mi accompagna: Mafalda.
Ho due Blog: Un Blog un po’ così ( Il blog) , in cui pubblico prevalentemente poesie e scritti di vario tipo. I fotolavori di Stephyil blog) che raccoglie invece le mie elaborazioni grafiche di miei scatti fotografici, accompagnate da didascalie in versi (miei e di altri bloggers).

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?

Credo di aver iniziato a scrivere verso i sedici anni, ma forse anche prima sotto forma di diario. Sono stata un’adolescente complessata e presa in giro dagli allora ragazzini immaturi che però mi hanno accompagnata per tutti gli anni scolastici, segnando sicuramente la mia personalità fin troppo dominata dall’emotività. La cosa mi ha forse resa piuttosto forte in apparenza, ma l’insicurezza e la scarsa autostima sono tuttora dure a morire, ed in questo la scrittura mi aiuta…mi ha sempre aiutata. Ho iniziato a scrivere per sfogo, per lasciar fluire stati d’animo negativi sperando di esorcizzarli trasformandoli in energia creativa. Nel corso degli anni ho aggiunto più dimestichezza con le parole, passione e una certa esperienza di vita, ma la sensazione di essere in una dimensione che riesco a plasmare è sempre la stessa.

3) Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?

Qualsiasi risposta, sarebbe un affronto a chi della poesia fa mestiere. Parlare di “stile” è troppo nel mio caso. Io so di essere molto diretta e poco stratificata, sono istintiva, a discapito certamente della forma metrica che nel mio caso si riduce ad un mero giudizio d’orecchio 🙂 Se proprio vogliamo dare uno stile a quello che scrivo, potremmo parlare di “musica”. Quando quello che scrivo mi suona bene, allora può andare. Questo vale ovviamente per la poesia in generale, perché quando voglio concedermi una forma poetica che sia esercizio di stile ed elaborazione, allora mi dedico ai sonetti romaneschi. Amo il Sonetto. Amo il lato scanzonato del Sonetto. Prediligo la composizione ABBA ABBA CDC CDC, ovviamente con versi endecasillabi.

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira?

Ispirato non direi, ma sicuramente preferire alcuni poeti rispetto ad altri, è indicativo anche del modo in cui si scrive. Di sicuro, come molti di noi, ai tempi della scuola avevo una smodata passione per Leopardi, che avevo segretamente eletto mio mentore nei momenti di malinconia. Seguì una sorta di pellegrinaggio a Recanati con tanto di lacrime versate alla vista del plaid con cui si copriva le gambe mentre scriveva. Più in generale, tra i miei poeti preferiti ci sono: Walt Whitman, Alda Merini, Nazim Hikmet, Anais Nin…e sicuramente le filastrocche di Gianni Rodari e le poesie di Stefano Benni che amo quasi più come poeta che come romanziere.

5) Definisci il tuo stile poetico con un aggettivo e spiegane il motivo.

“Musicale”, per le stesse ragioni del punto 3 😉 ma soprattutto istintivo….e a volte ironico.

6) Tutti i poeti hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti?

Dipende dal contesto in cui mi trovo. Dipende dal discorso che sto facendo. Spesso ironizzo sul mio naso…non è molto poetico, lo so!

7) Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti. Che cosa pensi emerga spontaneamente dalle tue opere?

Più di un lettore, mi ha confessato di percepire la passione che metto in ogni parola….inizio a crederci.

8)Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?

Una bella domanda, davvero. Ho interessi vari, coltivati nel corso degli anni. Li elenco in ordine sparso: Creazione e pittura ceramiche, canto, radio, fotografia e fotoritocco, scrittura di favole per bambini, riciclo creativo. ..ah, amo i giochi di parole e la “Pagina della Sfinge” della Settimana Enigmistica. E sicuramente qualche altra cosa che ho lasciato strada facendo…

9) Quale tipo di letture preferisci?

Romanzi.

10) In tempi recenti è sempre più frequente la pubblicazione di poesie su blog o social network. Molto spesso si possono trovare lavori interessanti e ben scritto. C’è qualche poeta che torni a leggere di frequente e che vorresti raccomandare? (se possibile aggiungi anche il link al blog)

Sicuramente Massimo Botturi, che collabora anche con i suoi versi alle didascalie per le mie foto. E Andrea Gruccia che ho scoperto da non molto tempo, e che difficilmente smetterò di leggere.
http://massimobotturi.wordpress.com/
https://andreagruccia.wordpress.com/

11) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Se sì fanne una breve descrizione indicando anche i dettagli della pubblicazione (editore, distributore).

No, ma ci ho pensato tante volte. Per il mio carattere, già il Blog è stato un salto nel buio….magari arriverò anche alla pubblicazione.

12) Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?

Mah, l’unica mia eccentricità è forse l’abbinamento dei colori quando vesto. Non è che mi impegni molto in questo….e secondo la mia logica di colore, sono anche abbinamenti carini, ma imparerò a vestire da signorina per bene, prima o poi. Scherzi a parte, direi che la mia personalità tende più a cercare di non attirare l’attenzione.

13) Per chiudere l’intervista cita tre dei tuoi versi che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla.)

“L’amore indossa i calzoncini blu e una maglietta di supereroi,
che mamma ha bisogno di una certa protezione.”
Dalla mia poesia Solo Tre Cose, una di quelle dedicate a mio figlio.

“Di tutto sarai testimone,
al mondo brinderai
forse all’amore,
Ma non a noi.”
Dalla mia poesia Un Giorno Qualunque.

“Me presento: c’ho ‘r guscio fatto a pera,
a me de sta’ ‘n ammollo nun me pija
de ‘na chioccia, ascortame, so fija
mi’ padre è ‘r lumacone de ‘na sera.”
Dal mio sonetto Diluvia- All’Improvviso incontro una Lumaca.

Poesie di: Francesco Deiana

VOGLIO TORNARE FRA GLI ESSERI UMANI

Vivo da solo, non pago l’affitto,
son paraculo, e questo l’ammetto,
parlo con tutti, però resto zitto,
mi si confà questa vita da inetto.

Passo la notte fissando il soffitto,
apro il computer e già mi connetto,
palpita il cuore, mi sento trafitto,
conto gli “I like” e ritorno nel letto.

Sono imbrigliato da questo gomitolo,
Facebook mi corre di sotto le mani,
un piciu che tagga adesso lo stritolo:
non posti più le sue foto di cani.

È ormai tempo di chiuder capitolo,
portami altrove da ‘sti ciarlatani,
leggilo bene codesto mio titolo:
voglio tornare fra gli esseri umani.

—————————————————————————————————————————————————————-

NON CI SONO TERAPIE

Tentar di combaciare con l’immagine
che si ha di se stessi è pericoloso,
tra me e me s’è aperta una voragine,
uno iato incolmabile, impietoso.

Non ho ancora intrapreso un’indagine
seria su me stesso, perché non mi oso,
mi limito a sfogliar poche pagine
che già conosco, e poi mi riposo.

Uno psicologo serve, mi dici,
a superare le malinconie
che impediscono d’essere felici.

Forse, ma non ci sono terapie
che possan sostituire gli amici
e possan sostituir le poesie.

————————————————————————————————————————————————————

ORAMAI MI PRENDONO TUTTI IN GIRO

Oramai mi prendono tutti in giro
perché scrivo sonetti, normalmente
ci sono quelli a cui non frega niente,
secondo altri invece me la tiro.

C’è quello che non lo sai veramente
cosa pensa, ti legge e fa un sospiro,
poi c’è quello per il quale deliro,
quello finto e accondiscendente.

“Belle”, mi dice, “mi piacciono molto
le tue poesie”, ma io soprassiedo
e guardo l’espressione del suo volto,

non capisco però che cosa vedo,
solamente so che più lo ascolto
più mi rendo conto che non gli credo.

Intervista a: Francesco Deiana

1) Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.

Francesco Deiana, 33 anni, insegnante di filosofia, poeta, accompagnatore di ragazzi diversamente abili. Aggiorno regolarmente il blog http://fradeia.wordpress.com

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?

Ho iniziato a scrivere a 21 anni, dicono che si inizi a scrivere quando ci si sente soli, per me è successo così. Ho cominciato per una esigenza comunicativa, per dare una forma più concreta ai miei pensieri.

3) Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?
Scrivo principalmente sonetti, sestine e ottave, con verso endecasillabico. Molto raramente uso il verso libero.

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira?

Sicuramente sono stato influenzato dalla poesia orale dei cantadores sardi, dalla tradizione romana di Belli e Trilussa, e dal romagnolo Olindo Guerrini. Quel che tento di fare è rifarmi a loro per quando riguarda l’oralità, la semplicità, la chiarezza e l’immediatezza del verso.

5) Definisci il tuo stile poetico con un aggettivo e spiegane il motivo.

Chiaro. La chiarezza per me è un vero e proprio valore, essere chiari, nella vita come in poesia, è un dovere morale.

6) Tutti i poeti hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti?

Tutti gli intercalari, i modi di dire, le frasi fatte, gli avverbi e i sostantivi tratti dal lessico filosofico come sostanza, concetto, pensiero, ecc…

7) Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti. Che cosa pensi emerga spontaneamente dalle tue opere?

Spero emerga un po’ di verità.

8)Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?

Pochi altri ambiti, un po’ di teatro.

9) Quale tipo di letture preferisci?

Adoro i classici, ma ultimamente sto leggendo anche molti giovani scrittori, spesso esordienti, come d’altronde dovrei essere io. Mi piace sapere a che punto è arrivato chi, come me, si mette a scrivere oggi. Ovviamente quando scovo qualche giovane poeta valido che scrive sonetti, la mia gioia è immensa!

10) In tempi recenti è sempre più frequente la pubblicazione di poesie su blog o social network. Molto spesso si possono trovare lavori interessanti e ben scritto. C’è qualche poeta che torni a leggere di frequente e che vorresti raccomandare? (se possibile aggiungi anche il link al blog)

Sono molti, ne dico tre: Alfonso Maria Petrosino, Guido Catalano (http://www.guidocatalano.it/), Marco Simonelli, (http://www.marcosimonelli.net/), quest’ultimo è un po’ che non aggiorna il suo blog, ma lui è poeta di indubbio valore.

11) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Se sì fanne una breve descrizione indicando anche i dettagli della pubblicazione (editore, distributore).

Ho autopubblicato 3 raccolte di poesie servendomi di servizi editoriali ondemand. Tutto materiale che potete trovare sul mio blog o addirittura su Emule. Sono raccolte un po’ eclettiche dove è difficile trovare un filo conduttore, se non per il fatto che si tratta, per la maggior parte, di sonetti. I titoli delle raccolte sono “Si sta come d’estate, petelle sugli scogli”, “M’illudono Sippenso” e “Sono un poeta o sono un imbecille?”.

12) Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?

Molto. In particolare provo molto piacere a leggere le poesie in pubblico, a mettermi in gioco in contesti di reading personali e collettivi, o di eventi poetici come i Poetry Slam.

13) Per chiudere l’intervista cita tre dei tuoi versi che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla.)

Domanda molto difficile, a cui risponderò con i primi tre versi di una poesia di cui, con l’amico Gino Dell’Aera, abbiamo realizzato un video che trovate su Yuotube (https://www.youtube.com/watch?v=l7LCdsnMh8g) . La poesia si intitola “Il Camaleonte” e i versi sono: “Spesso mi sento come un camaleonte / nel senso che modifico chi sono / secondo le persone che ho di fronte”.

Poesie di: Intesomale

SONETTO DI LEGNO #6

Cento morsi d’America su un muro di quartiere
a Roma, San Lorenzo; a Milano, a San Babila
i morsi di San Giorgio, e le case squarciate,
mia nonna e i miei bisnonni per caso erano fuori:

fossero usciti dopo, fosse rimasta a casa,
fosse partito prima lo stormo della Royal
Air Force, quando mio nonno, con l’Armistizio in tasca
dalla Libia tornò, non l’avrebbe incontrata.

E sotto alle macerie, col corpo di mia nonna
avrebbe riposato l’ipotesi di me.
Così nel grembo bianco di ciò che non è stato
immagino i nipoti dei bambini di Gorla

che fanno un girotondo. Hanno i capelli rossi,
mi invitano a giocare, e non esisto più.

————————————————————————————————————————————————————————–

LA TERZA SOLUZIONE

Quando tra le idee e le persone,
ho deciso di scegliere le idee,
le idee hanno schiacciato le persone.

Ma quando tra le idee e le persone,
ho scelto le persone,
le persone hanno schiacciato le idee,
e poi si sono schiacciate tra di loro.

Ho l’età di Alessandro quando è morto,
e ancora chiedo alle maschere e al coro,
se non c’è una terza soluzione
che non faccia violenza alla realtà,
e salvi sia le idee sia le persone.

————————————————————————————————————————————————————————–

E LO CHIAMANO TRAMONTO

e lo chiamano tramonto, ma è un incidente atmosferico,
dalle camere non si vede,
da sotto agli ombrelli non si vede,
dalle porte di un treno non si vede,
dalle scale mobili non si vede,
dai cinema non si vede,
dai telefoni non si vede,
dalle lettere non si vede,
dai negozi non si vede,
dai capelli dalle dita dai nasi non si vede,
dallo stomaco storto non si vede,
dai gratta e parcheggia non si vede,
non dai vicoli, non dagli angoli.

non si vede nemmeno da corso como,
dove servono sangue all’happy hour,
dove si mangiano le olive e le ore,
dove ho salutato la schiena di andy che andava a morire,
dove ho fotografato grattacieli,
dove ho corso per essere sudato addosso a una giornata,
dove ho sudato per correre e arrivare in fondo a un venerdì,
però il tramonoto non l’ho visto mai.

non si vede da francesco crispi,
dove passano tutti e mi fermo solo io,
dove ho schiacciato tasti verdi e tasti rossi,
dove ho scoperto che cos’è ader,
dove ho scritto una poesia al cellulare,
però il tramonto non l’ho visto mai.

dalle porte non si vede perché pensi alle porte che poi si chiudono,
da corso como non si vede perché pensi a corso como,
da francesco crispi non si vede perché pensi ad altro,
e quindi forse è un incidente atmosferico,
e non serve a nulla.

è lì e succede alle spalle,
alle tue spalle mentre mangi in piedi,
mentre ti siedi per un caffè,
mentre pesano le domeniche,
mentre senti una mancanza,
mentre ti arrabbi o forse ti innamori o forse ti stanchi,
è lì e non succede a te, ma succede al cielo,
i suoi motivi sono lontani come le stringhe slacciate di uno sconosciuto,
e non ha nulla da rivelare.