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Poesie di: Stefania Nardi

SOLO TRE COSE

L’amore indossa i calzoncini blu e una maglietta di supereroi, che mamma ha bisogno di una certa protezione.
L’amore guarda con occhi grandi e misto verde, si pulisce la bocca con le mezze maniche di una maglietta, soffia aria tra denti ancora distanti.
L’amore inventa parole nuove per farsi grande, scappa quando ha paura, stringe Teddy nel sonno, ride d’ironia precoce.
L’amore osserva per crescere, cresce e non vuole, vive in un mondo dai contorni arcobaleno e teme il grigio.
L’amore incanta
L’amore ama
L’amore è amato.
L’amicizia nasce in due righe e tre minuti, o dopo dieci anni.
L’amicizia ha il tratto deciso di parole scritte, la colonna sonora di un viaggio, occhi che sanno leggere davvero.
L’amicizia ha un divano comodo, una sigaretta accesa, sa di tiramisù variegato e pennette al limone con troppa panna.
L’amicizia resta senza benzina, regala fiori preferiti, non sa ballare, conosce la follia.
L’amicizia ti dice che sei profonda, così profonda che forse ti sei persa. E tu sei persa davvero, e ridi.
La passione è una vita concentrata in poche ore.
La passione è una cuffia, una postazione, un microfono, la nota che credevi di non raggiungere.
La passione telefona all’improvviso in una mattina senz’aria, ecco il vento da quella finestra, finalmente.
La passione fa ridere e spera di ridere ancora.
La passione ha neuroni allenati, maglioni a collo alto, ha il sapore di un sigaro, sa stringere le mani, sfida e non da ragione.

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LA SERA DI TROPPO

È la sera dei baci non dati,
preludio d’un domani al condizionale.
Tenuta in piedi da mezze misure,
avanzo tra le braccia tese
di chi misure non ha,
di chi tregua non da’.
È la sera dei sogni restituiti,
peccatori di troppa realtá.
Stanca di sognare in silenzio,
urlo al mondo il bisogno di un’alba
che mi svegli da questa notte
di buio e coperte,
di pensieri pesanti e occhi pensanti.
E’ la sera delle pagine non lette,
scritte a metá e per metá promesse.
Lettere che attraggono e trattengono speranze,
punti che non chiudono mai i discorsi,
virgole che diventano facili appigli.
È la sera delle preghiere atee.
È la sera della luna appesa.
È la sera del quarto desiderio.
È la sera che voleva illuminare.
È la sera che non mancava.
Ed è giá notte.

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LEGAMI DI PAROLE

Stringi la mia mano
lungo la stradachenonso,
portami dove tutto iniziò,
ch’io possa guardare
con gli occhidichiero,
negli occhidichieritu.
Torneremo bambini forse,
noi che mai lo siamo stati,
e come bambiniadultimancati,
inventeremo giochinongiochi
per capire come sarebbe stato,
quello che nonsaràpiù.

Intervista a: Francesco Deiana

1) Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.

Francesco Deiana, 33 anni, insegnante di filosofia, poeta, accompagnatore di ragazzi diversamente abili. Aggiorno regolarmente il blog http://fradeia.wordpress.com

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?

Ho iniziato a scrivere a 21 anni, dicono che si inizi a scrivere quando ci si sente soli, per me è successo così. Ho cominciato per una esigenza comunicativa, per dare una forma più concreta ai miei pensieri.

3) Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?
Scrivo principalmente sonetti, sestine e ottave, con verso endecasillabico. Molto raramente uso il verso libero.

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira?

Sicuramente sono stato influenzato dalla poesia orale dei cantadores sardi, dalla tradizione romana di Belli e Trilussa, e dal romagnolo Olindo Guerrini. Quel che tento di fare è rifarmi a loro per quando riguarda l’oralità, la semplicità, la chiarezza e l’immediatezza del verso.

5) Definisci il tuo stile poetico con un aggettivo e spiegane il motivo.

Chiaro. La chiarezza per me è un vero e proprio valore, essere chiari, nella vita come in poesia, è un dovere morale.

6) Tutti i poeti hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti?

Tutti gli intercalari, i modi di dire, le frasi fatte, gli avverbi e i sostantivi tratti dal lessico filosofico come sostanza, concetto, pensiero, ecc…

7) Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti. Che cosa pensi emerga spontaneamente dalle tue opere?

Spero emerga un po’ di verità.

8)Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?

Pochi altri ambiti, un po’ di teatro.

9) Quale tipo di letture preferisci?

Adoro i classici, ma ultimamente sto leggendo anche molti giovani scrittori, spesso esordienti, come d’altronde dovrei essere io. Mi piace sapere a che punto è arrivato chi, come me, si mette a scrivere oggi. Ovviamente quando scovo qualche giovane poeta valido che scrive sonetti, la mia gioia è immensa!

10) In tempi recenti è sempre più frequente la pubblicazione di poesie su blog o social network. Molto spesso si possono trovare lavori interessanti e ben scritto. C’è qualche poeta che torni a leggere di frequente e che vorresti raccomandare? (se possibile aggiungi anche il link al blog)

Sono molti, ne dico tre: Alfonso Maria Petrosino, Guido Catalano (http://www.guidocatalano.it/), Marco Simonelli, (http://www.marcosimonelli.net/), quest’ultimo è un po’ che non aggiorna il suo blog, ma lui è poeta di indubbio valore.

11) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Se sì fanne una breve descrizione indicando anche i dettagli della pubblicazione (editore, distributore).

Ho autopubblicato 3 raccolte di poesie servendomi di servizi editoriali ondemand. Tutto materiale che potete trovare sul mio blog o addirittura su Emule. Sono raccolte un po’ eclettiche dove è difficile trovare un filo conduttore, se non per il fatto che si tratta, per la maggior parte, di sonetti. I titoli delle raccolte sono “Si sta come d’estate, petelle sugli scogli”, “M’illudono Sippenso” e “Sono un poeta o sono un imbecille?”.

12) Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?

Molto. In particolare provo molto piacere a leggere le poesie in pubblico, a mettermi in gioco in contesti di reading personali e collettivi, o di eventi poetici come i Poetry Slam.

13) Per chiudere l’intervista cita tre dei tuoi versi che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla.)

Domanda molto difficile, a cui risponderò con i primi tre versi di una poesia di cui, con l’amico Gino Dell’Aera, abbiamo realizzato un video che trovate su Yuotube (https://www.youtube.com/watch?v=l7LCdsnMh8g) . La poesia si intitola “Il Camaleonte” e i versi sono: “Spesso mi sento come un camaleonte / nel senso che modifico chi sono / secondo le persone che ho di fronte”.

Intervista a: Riverso

1)Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.

Sono un “ragazzo” di quasi quarant’anni ormai, che non si può definire poeta, ma di certo si sente un menestrello amante delle parole, dei giochi che si possono fare con esse e di tutto quello che concerne la nostra bellissima lingua. Ho un blog dove pubblico, quando l’ispirazione mi guida, qualche poesia http://riversamente.worpress.com . Questo per quanto riguarda il ragazzo. L’uomo quarantenne, invece, collabora come agronomo con strutture private e regionali, in una regione che ho imparato ad amare come il Lazio.

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?

La mia prima opera la conservo ancora gelosamente, l’ho scritta in seconda elementare. “La Natura”, poesia che conosco a memoria e che suscita in me ancora un senso di dolce commozione. Il perché forse non esiste… credo che scrivere poesie per me sia una semplice attitudine, c’è chi è portato per la musica, io per la poesia.

3) Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?

Sono molto poliedrico da questo punto di vista. Ho uno stile che spero si distingua dagli altri, e con questo affronto, di solito, le impervie vette dell’Amore, puro o carnale, immaginario o reale. Altre volte mi diletto in poesie storiche, oppure in opere attuali, ho toccato temi come le guerre, la religione, la politica. Indubbiamente il filo conduttore che lega ogni mia opera è la Natura, vista e vissuta anche nella vita reale come madre e amante, unica e sempiterna.

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira?

Sarebbe forse più facile dire chi non mi influenza. Uno su tutti? Montale. Lo amo, alla follia, lo invidio, alla corrosione. E’ l’inarrivabile vetta a cui aspiro. Non credo ci siano poeti di una levatura e di un’incisività così profonda come Montale, i cui versi ogni volta aprono baratri di passione e di emozione che non sospettavo neppure di avere. Poi posso citare Dante e Petrarca (quando scrivo sonetti), Neruda (per alcune poesie d’amore), D’Annunzio, Leopardi, Pascoli. La Merini è un’altra poetessa a cui non ci si può non rivolgere. Ma inserisco anche “poeti diversi”: De Gregori, Samuele Bersani per fare due esempi di grandi poeti-cantanti che sanno emozionare. Ancora potrei continuare con molti autori stranieri che ho letto (Neruda, già citato), Voltaire, Fried, Shakespeare, e molti altri.

5) Definisci il tuo stile poetico con un aggettivo e spiegane il motivo.

Soave. O almeno spero lo sia. Cerco nelle parole sempre la leggerezza, anche quando tratto temi come la guerra o la morte, cerco sempre un’aulica presenza che riesca ad alleggerire le mie parole. In realtà quel che cerco è una musica, ed essendo io d’ispirazione molto classica, cerco nelle parole quella sonata di pianoforte o quel susseguirsi di note che non so suonare, ma cerco di scrivere. Tramutare l’indessicabile in verbo… e per far questo, a mio parere, le parole devono raggiungere le vette più alte della musicalità e della leggerezza.

6) Tutti i poeti hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti?

Domanda che mi fa assolutamente sorridere. Ho amici molto critici e, quando utilizzo una parola troppo frequentemente, vengo schernito senza ritegno. Per questo ho un lessico ricco di sinonimi, quindi potrei dire che più che le parole è la sintassi è la mia cifra stilistica. Però, per non deludere le aspettative della domanda ammetto che mi innamoro con facilità di alcune parole e, pertanto, i capelli sono “ebano” e gli occhi “smeraldo”, le nuvole formano “arabeschi” e c’è sempre il sole, o la luna, o qualche gioco di luce che si va ad “intrecciar” chissà dove ed il tutto è “incanto”. La mia verve musicale impone, inoltre, verbi con finali tronche: svanir, morir, amar, tesser, sfumar… e potrei continuare ancora

7) Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti. Che cosa pensi emerga spontaneamente dalle tue opere?

Emozioni. Non credo di chiedere altro alle mie poesie. Voglio comunicare un’emozione e, perché no, far sentire una musica legata a quell’emozione. Che la musica sia quella che ho ascoltato io nello scriverla, o sia qualcosa di completamente diverso percepita da chi legge, poco importa. È importante però che un’emozione (non la mia, sia chiaro) emerga e colpisca chi mi legge. Questa è la mia massima aspirazione.

8) Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?

Non so se sia un campo artistico, ma amo i bonsai, gli Origami e, di tanto in tanto, faccio impazzire i miei cani e i miei gatti suonando il bodhran (male e fuori tempo… sono negato). Credo che scrivere poesie (e qualche volta narrativa) sia davvero il massimo a livello artistico che questo pianeta possa sopportare da me.

9) Quale tipo di letture preferisci?

Tutte. Leggo qualsiasi cosa, dalle etichette dei detersivi, ai giornali, ai libri (fantascienza, gialli, romanzi, commedie, racconti, poesie, ecc.), ai blog, ai testi scientifici, alle normative in ambito agricolo… mi piace leggere, cerco di farlo spesso, cerco di farlo sempre. In questo momento sto leggendo un thriller (Deaver) e un manga (così, per non farci mancare nulla…).

10) In tempi recenti è sempre più frequente la pubblicazione di poesie su blog o social network. Molto spesso si possono trovare lavori interessanti e ben scritti. C’è qualche poeta che torni a leggere di frequente e che vorresti raccomandare? (se possibile aggiungi anche il link al blog)

Seguo volentieri l’autore Hariseldom sul sito http://www.scrivere.info oppure, sempre su quel sito, altri autori come Patrizia Ensoli e Santo Aiello. Inoltre leggo volentieri le poesie di Mistral sul blog: http://ombreflessuose.wordpress.com/, oppure i racconti di rO ed i suoi amici su: http://farovale.wordpress.com/; ammetto però che sto facendo torto a molti autori (scrittori di narrativa o di poesia), ma spero mi perdoneranno se non li cito tutti.

11) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Se sì fanne una breve descrizione indicando anche i dettagli della pubblicazione (editore, distributore).

No, sono stato spesso presente su varie opere multi autore, ma una silloge personale ad oggi non l’ho mai pubblicata.

12) Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?

Non credo di essere eccentrico, non nell’accezione comune di questo termine. Spero di essere una persona originale, quando si parla con me.

13) Per chiudere l’intervista cita tre dei tuoi versi che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla.)

A dire il vero non ho versi preferiti, ma ho una poesia che ricordo con piacere (e di cui riporto, infrangendo un po’ le regole, l’ultima strofa di ben quattro versi) non perché sia tra le mie più belle, ma perché è la prima dell’ultima importante svolta nel mio modo di scrivere:

“Attenderà il tempo i nostri passi,

poiché al tempo non obbediscono

gli amanti, uniti come unico corpo

l’un nell’anima dell’altra, a completarsi.”

(da: Attenderà il tempo i nostri passi http://riversamente.wordpress.com/2012/09/30/attendera-il-tempo-i-nostri-passi/)

Intervista a: Lila

1) Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.
Mi chiamo Lila e il mio blog è lilasmile  http://lilasmile.wordpress.com/
Il mio blog ha anche un sottotitolo: Un sorriso può aiutare a vivere.

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?
Ho iniziato a scrivere da quando avevo all’incirca quindici anni e mi ha spinto il desiderio di riportare in un quaderno le mie emozioni. Credo che quando si è adolescenti si è spinti da questa cosa, o almeno per me è stato così. Leggere le mie emozioni mi ha aiutata a gestire meglio le mie sensazioni anche, e soprattutto, in amore.

3) Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?
Scrivo quasi sempre poesie d’amore, sono quelle in cui mi trovo di più e credo di esprimermi meglio ma a volte scrivo poesie che riguardano temi generali come l’amicizia, l’umanità, il sentire.

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira?
Non credo di essere influenzata da alcun poeta del passato però mi piacciono molto le poesie di Hikmet e di Neruda.

5) Definisci il tuo stile poetico con un aggettivo e spiegane il motivo.
Che domandona! Non credo di avere uno stile. Chi legge le mie poesie mi ha detto che sono rappresentative, di immagine, come dei quadri. In questa definizione mi ci ritrovo, mi piace offrire al lettore la sensazione di trovarsi di fronte ad un’immagine poetica.

6) Tutti i poeti hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti?
Tu dici parole come fiore, cuore, amore? Scherzo naturalmente. Mi piacciono molto queste parole: mani, corpo, abbandono. Credo sia perché penso che nel rapporto di amore sia molto importante legare le mani e il proprio corpo al desiderio e alla capacità di abbandonarsi completamente all’altro.

7) Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti. Che cosa pensi emerga spontaneamente dalle tue opere?
Ci devo pensare..credo una certa sensibilità, quella credo sia legata al mio passato che si riporta chiaramente in quello che scrivo e poi, come ho già detto, voglia di amare e di essere viva.

8)Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?
Purtroppo no, mi piace solo guardare i quadri, ammirarli, a volte sono proprio come poesie, incantano e portano al altri mondi.

9) Quale tipo di letture preferisci?
A dire la verità non leggo moltissimo, preferisco però leggere in ogni caso di poesia.

10) In tempi recenti è sempre più frequente la pubblicazione di poesie su blog o social network. Molto spesso si possono trovare lavori interessanti e ben scritto. C’è qualche poeta che torni a leggere di frequente e che vorresti raccomandare? (se possibile aggiungi anche il link al blog)
Trovandomi su wordpress vedo tanta poesia ma se devo consigliare qualche autore direi:
Poetella (poetella.wordpress.com), Massimo Botturi (massimobotturi.wordpress.com), Franz De Boeuf  (franzdeboeuf.wordpress.com) e Intesomale (essereinteri.wordpress.com)
11) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Se sì fanne una breve descrizione indicando anche i dettagli della pubblicazione (editore, distributore).
No, non ho ancora avuto la fortuna di pubblicare le mie poesie ma spero che un giorno questo sogno si possa avverare.

12) Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?
Sorrido. Diciamo che sono una tipa a cui piace guardare spesso il cielo, è difficile a volte per me stare con i piedi per terra ma non mi definirei eccentrica.

13) Per chiudere l’intervista cita tre dei tuoi versi che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla.)

Avevi i capelli rossi lunghi come l’aria (A mia nonna)

Tradisco pensieri e mi abbandono (Vedrai com’è)

Sarà libero il confine del mio domani (Sarà libero)

Sono versi pubblicati tutti sul mio sito ossia su lilasmile (il link l’ho riportato sopra).

 

 

 

Intervista a: Francesca Pels

1)Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.

Francesca Pels, piacere. Anche solo Pels.
Sono una scrivente: scrivo prose, articoli, diari, saggi, poesie, che spesso porto fuori da scrivania e virtualità per farle diventare poesia di strada, attraverso installazioni, pitture murali e manifesti. Sono una filologa nel senso più etimologico del termine, amo le parole e mi diverte rimanere sul crinale fra reale e virtuale, fare e oziare, come ammicca il titolo del mio blog: http://otium-et-negotium.blogspot.it/

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?
Queste domande rischiano sempre di confondere storia e ricostruzione fantasiosa.
Mi ricordo che avevo undici anni, ero a casa dei miei nonni e nevicava; decisi di scrivere un racconto e mi piacque tantissimo.
Scrivere divenne la mia cosa più preziosa, il forziere sepolto di una bambina metropolitana. Cosa mi spinse e perché rimane senza risposta – o forse troppe, ma un aspetto è rimasto inalterato: scrivo perché mi piace scrivere.

3) Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?

Quando scrivo voglio essere capita, perciò preferisco tentare una poesia che, secondo le mie testa e sensazioni, sia al passo coi tempi e col lettore: verso libero, parole scelte, precise, ma non altisonanti. Consapevolezza senza ostentazione, così mi piace scrivere.
Poste queste caratteristiche, sperimento, come nella vita, e la forma che meglio mi riesce credo sia una poesia fulminea: poche parole evocative e cesellate, meno tempo per leggerle che per ripensarle e gustarle nel bianco della pagina.

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira?
Sì, di sicuro si. Studio Lettere, mi è inevitabile essere influenzata dagli autori di cui mi occupo, dalle origini fino alla contemporaneità relegata nelle pagine finali dei manuali. Allo stesso tempo è per me difficile stabilire preferenze: ho imparato ad apprezzare opere che non incontravano il mio gusto, ho scoperto – e qui devo ringraziare le esperienze di poesia di strada – che quasi chiunque può insegnarmi o ispirarmi qualcosa.
Però non voglio sottrarmi dal fare nomi; chi mi sento di citare in questo momento, per una serie lunga di ragioni tra cui la sua poca ingiusta fama, è Alejandra Pizarnik.

5) Definisci il tuo stile poetico con un aggettivo e spiegane il motivo.
Preciso. Quasi pignolo, talvolta.
In questo mondo di caos voglio che le mie parole siano un territorio di senso e significato precisamente ritagliato.

6) Tutti i poeti hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti?
Non sono d’accordo, non penso di avere parole preferite: la magia del linguaggio sta nella sua pluralità, nella sua poliedricità, grazie a quella possiamo dire anche l’indicibile. Perciò io le parole le voglio tutte, non vorrei fare a meno di nessuna; mi piace impararne di nuove e impiegarne ciascuna nella giusta occasione.

7) Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti. Che cosa pensi emerga spontaneamente dalle tue opere?
Complessità, che sia di linguaggio, come si diceva prima, complessità del mondo, della vita, degli esseri umani; voglio pensare che le mie opere siano un frammento specchio di questa complessità, spaventosa e meravigliosa, che è l’esistenza. Penso e spero emerga uno stimolo di non indifferenza.

8) Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?
Mi piace fare fotografie, disegnare, dipingere e modellare, però la parola rimane il mio amore più grande – e più legittimo, credo.

9) Quale tipo di letture preferisci?

In assoluto preferisco leggere poesia.
Di recente però mi affido volentieri a romanzi grafici e fumetti.

10) In tempi recenti è sempre più frequente la pubblicazione di poesie su blog o social network. Molto spesso si possono trovare lavori interessanti e ben scritti. C’è qualche poeta che torni a leggere di frequente e che vorresti raccomandare? (se possibile aggiungi anche il link al blog)
Onestamente no.
Seguo più o meno giovani scriventi, come me, e alcune pagine che propongono miscellanee di versi e svariati stralci di opere: tutto molto interessante, purché la curiosità del lettore non si sazi troppo in fretta.

11) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Se sì fanne una breve descrizione indicando anche i dettagli della pubblicazione (editore, distributore).
No, le esperienze editoriali finora sperimentate mi hanno assai delusa.

12) Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?
Giusto l’altro ieri uno sconosciuto mi ha definita una teatrante. Ho le mie ossessioni e la passione per tante cose superflue, ma penso di essere originale come ogni persona.
D’altronde, definiresti usuale qualcuno che appende in giro le proprie poesie?

13) Per chiudere l’intervista cita tre dei tuoi versi che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla.)
Non so se siano i migliori, ma sono stati, per me, fra i più incisivi:

D’accordo; sarò una Venezia.

In piedi
sull’acqua.

(“Sarò una Venezia”, http://otium-et-negotium.blogspot.it/2012/08/saro-una-venezia.html)

Poesie di: Annelisa Addolorato

BUROCRAZIA ALIMENTARE

multiculturalismo e grammatica italiana spicciola
(parte prima: cambio di consonante, vocale e uso delle preposizioni ‘di’ e ‘da’)

La barca da bollo
La marca da ballo
La barca da ballo

La burka da ballo
La burka da bollo

La burka da bello
La barca da bello
La marca da bello

La barca di Nello
La marca di Nello
La marca di nello
La barca da nello

La marca da dello
La burka da dello

La barca da bollo?
No…
La marca del pollo!
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ECCO VOLEVO DIRE

Basta-basta-basta con gli inceppamenti nel download dell’amore… Basta!
Déjate llevar.

Sì,sì. Ti ho detto sfruttami,
ma intendevo dire ‘sbucciami’,
piano piano, di tutti i vestiti,
di tutto il superfluo,
e aiutami a incontrarti.
Proprio qui.

Effetto biancaneve:
llévame contigo.

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MUTUO D’AMORE

Per una poetica della luce in più stanze
Prima stanza – A mò di introduzione nell’argomento
(ne seguiranno altre, in futuro)

Ai tempi che cambiano – Ovvero la fiducia nel domani
In passato, si moriva d’amore, i poeti – dicevano che “morivano d’amore”.
“Ah, muoio d’amore”, diceva il poeta tragico-romantico.

Oggi, invece… nel 2014: Mutuo d’amore

Mutuo amor di mutuo
Amor mutuo d’amor di mutuo.
Mutuo l’amor con un mutuo?
Mutando il mutuo amor / si ama il mutuo?
Amore io muto -forse- per mutar di mutuo
Muto il mutuo con amor
Io muto il mutuo con l’amor
L’amor di mutuo / è mutuo amor !!!

Mutuo amor
Mutuo amore
Amore mutuo.

versus

Amor del mutuo
Amore di mutuo
Mutuo d’amore. Amore muto. Per un po’ va bene. Ma non esageriamo! Ma torniamo a noi..

Mutato in mutuo, l’amore muterà?
Secondo i sondaggi e le statistiche, l’amore, così mutato, crescerà, aumenterà.

In barba a tasse e tassi, si espanderà sui metri quadrati disponibili,
anche debordando, illimitatamente, dalle mura di casa. Svalicando. Librandosi, liberandosi.

Perché, si sa, l’amore è nomade. E fermarlo sarebbe come
dar retta a quel buffo cartello, ossimoro in pensione, che nei mercati popolari
a volte diceva “DIVIETO DI SOSTA AI NOMADI”

Quindi, ma allora.., l’amore è mutuo?!!!

Hoy, los poetas son felices, como perdices!

E dicono:
“Oggi non muoio d’amore. Oggi mutuo d’amore!!”

Intervista a: Annelisa Addolorato

1)Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.

Mi chiamo Annelisa (Anne) Addolorato, sono italiana, ho vissuto per molto tempo in Spagna, di cui mi appassionano (come del centro e sud America) la lingua e le culture. Amo la scrittura, la musica, la lettura dei libri e del mondo. In passato ho anche insegnato spagnolo in università italiane, e scritto anche monografie e articoli scientifici sulla poesia e le arti. Mi sono dedicata anche alla traduzione poetico-letteraria. Pratico arti marziali e l’acqua è il mio elemento. Puoi sapere di più su di me e sulle mie attività letterarie e artistiche sul mio sito www.annelisaddolorato.it, sul mio blog http://annerisa.blogspot.it e sul blog di poesia italiana che gestisco: http://afinidadesafectivasitalia.blogspot.it (NOMADI MONDI) e naturalmente su Facebook,Twitter e Google+.

2)Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?

Ho iniziato a scrivere in prosa e poesia praticamente ‘da subito’, cioè da piccolin, da quando mi hanno insegnato a scrivere a scuola. Scrivere è un modo di respirare la vita e l’esperienza. Un modo di stare al mondo. Di sentirlo, scrivere è parte del corpo, come se fosse un organo vitale (che paragono a quelli preposti alla respirazione), parte di me.

3)Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?

La mia poesia è stata definita in vari modi: mistica, amorosa, ‘teatral-drammaturgica’, narrativa, prosa-poetica, ispirata dagli haikus giapponesi (che sintetizzano brevità e profonda spiritualità).. Forse c’è un po’ di vero in tutte queste definizioni. Di volta in volta mi esprimo ed estendo sulla pagina in modo diverso, ma credo che sia comunque riconoscibile la mia voce, pur cangiante.

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira?
Ho sempre letto e apprezzato molto sia i poeti del passato che quelli viventi, contemporanei a me e al ‘mio tempo’, pur nelle differenze. Dell’antichità mi affascinano i poeti-filosofi greci e i poeti mistici sia orientali sia occidentali di varie epoche: come per esempio Rumi, Hafez, Sor Juana.. Uomini e donne che a volte sono stati soggetti collettivi, come spesso è accaduto in oriente, laddove è spesso complesso trovare il confine tra poesia, musica e filosofia.

5) Definisci il tuo stile poetico con un aggettivo e spiegane il motivo.

Mistico: perché legato al corpo, al respiro, alla semplicità dei passi, ma anche alla molteplice possibilità d’interpretazione della realtà e delle sue stratificazioni. La poesia è mistico-medianica: si scrive da sola attraverso le pieghe e i segni, i solchi dei giorni, della vita, di tutte le esperienze e gli stimoli sensoriali di cui sono fatta.

6) Tutti i poeti hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti?

“Danza”, “Acqua”, “Aria e respiro”, “sacro” “musica”, “ridere”, “sorriso”, “barca”.

7) Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti. Che cosa pensi emerga spontaneamente dalle tue opere?

Un movimento perpetuo e che muta costantemente. L’idea della quotidiana rinascita e costante rigenerazione, ri-costruzione che tutti viviamo durante la nostra vita. Se possiamo essere riconosciuti come individui con un carattere, caratteristiche specifiche, è anche vero che siamo frammenti di qualcosa di molto più esteso, sia spazialmente che temporalmente, rispetto a noi e il nostro corpo. Scrivo come respiro, tendendo alla felicità e alla serena calma, pienezza del vivere, condivisione , ma anche ironico e autoironico sguardo su me e su quel che vedo. Non so se trasmetto questo, ma mi piacerebbe.

8) Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?

Considero la fotografia un’arte, e amo fotografare, pur non avendo una preparazione tecnica in merito. Amo cantare. In passato mi sono espressa anche (e, in alcuni periodi, soprattutto) attraverso la musica, suonando alcuni strumenti musicali (ho studiato musica da piccola). Mi piace anche danzare ma non ho mai studiato danza. Pratico le arti marziali, che a mio parere sono un ottimo apprendistato che avvicina la persona all’arte, alle arti.

9) Quale tipo di letture preferisci?

Ho sempre letto moltissimo e di tutto: dai classici ai fumetti: dall’Odissea a Wu Ming, da Mafalda a Marguerite Yourcenar. E ho letto molto (sia poesia che saggistica e romanzi) soprattutto in spagnolo ma anche in inglese. Un po’ in francese e portoghese. Mi piace Hrabal e mi piace Baudelaire.. tanto Pasolini, come Alicia Giménez Bartlett (!), la letteratura (religiosa e non) orientale e mistica di varie epoche e latitudini.. Sciascia, Calvino, Asimov, I Ching. Libri e testi di stili, generi e provenienze molto diverse.

10) In tempi recenti è sempre più frequente la pubblicazione di poesie su blog o social network. Molto spesso si possono trovare lavori interessanti e ben scritti. C’è qualche poeta che torni a leggere di frequente e che vorresti raccomandare? (se possibile aggiungi anche il link al blog).

Sono molte le voci intense e interessanti, sia in Italia sia in Spagna, negli States, Nelle Americhe. Sul mio blog NOMADI MONDI (v. prima risposta all’intervista) trovate alcune voci italiane che ho raccolto e links ad altre antologie vive e vivaci di poeti e poetesse viventi che scrivono in altre lingue.

11) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Se sì fanne una breve descrizione indicando anche i dettagli della pubblicazione (editore, distributore).

Fino ad ora ho pubblicato tre raccolte poetiche. Tutte all’estero e tutte con testo a fronte. Le prime due in Spagna: “Mariposas y falenas – Farfalle e falene”, Endymion, Madrid 2003, con traduzione e introduzione di Clara Janés; la seconda “La palabra ‘lasca’ o la reconstruccion de Pompeya – La parola ‘favilla’ o la ricostruzione di Pompei’”(Amargord, Madrid 2009, introduzione di Marta Lopez Vilar) e “My Voice seeks you” (Cross-Cultural Communications, New York 2013, traduzione e introduzione di Maria Bennett e Bill Wolak. Libro disponibile anche su Amazon.com).

12) Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?

Forse sì. Lascerei però ad altri, a chi mi conosce o a chi mi ha letto il compito di descrivere ‘le mie stranezze’.

13) Per chiudere l’intervista cita tre dei tuoi versi che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla.)

Ma ascoltare

non è mai

mancanza d’amore”

(dalla poesia ‘Barche rosse’, che è anche una videopoesia, realizzata in collaborazione con la video maker Patrizia Monzani, e che è stata tradotta in varie lingue).

Poesie di: Benedetta Murachelli

METTETEMI LE CALZE DOPO MORTA

Mettetemi le calze dopo morta
perchè i miei piedi si sono meritati
i mille e mille punti
addomesticati, ordinati, tessuti,
zampette tenaci su paralleli e meridiani.

Questi piedi guardati a vista,
e sempre dall’alto, hanno scalfitto
la corteccia degli indifferenti,
fuorviato lo strisciare degli infidi
ignorato per se stessi tante primavere,
disperso le polveri d’oro di amorose estati.
Hanno scavato lunghi solchi con unghie taglienti
lasciato anime in pena nei labirinti del rimpianto.
Recisero sul nascere i sogni arditi della notte
A volte accarezzarono morbidamente accosti compagni
condividendo superbi progetti di fuga
e troppo presto dimenticarono la dolce ebbrezza della corsa,
l’equilibrio in mezza punta di un giro di valzer,
la civetteria di un rosso tacco a spillo
i nervi contratti nell’abbraccio d’amore.
E furono impotenti alle falci dell’autunno
e al bianco accecante e freddo dell’inverno.

Mettetemi le calze dopo morta perchè
io possa riscaldare il ricordo che avrò di me.

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ARTIGIANATO FAMIGLIARE

Ti ho cucito un vestito di parole.
Ho srotolato la s per farne filo
la i mi fece d’ago
con la x ho tagliato un tessuto resistente
con le u e le c ho smussato gli angoli,
rinforzato i bordi, scoperto trame.
Dalla o ho ricavato un collo importante.
Ho adattato due p alle spalle,
per ogni gamba una flessibile L
Ho scelto accuratamente tra tutti gli alfabeti
fresco, tepore, vestibilità, adattabilitá.
Mi sfuggì la t. Fuori controllo,
percoteva la tua pelle battendo
a caso la tua indifferenza e mi facevo guerra.
E poi e ancora, senza arte né parte, con
candore, speranza, tenacia, pudore,
io ricucivo un vestito di parole
costeggiando, nuda, la pericolosa follia
di voler vestire l’anima.

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VOGLIO DESCRIVERTI

Voglio descriverti mio angolo solitario
confluenza dei miei punti cardinali
pentolaccia ribollente di elementi naturali
Acqua su fuoco
Fuoco su vento
Guerra su pace
E pace su guerra.
Movimento e fissità
apri gravi arditi
sconfinanti su praterie irrazionali
e ti richiudi in illeggibili acuti
pericolosamente in bilico
su scogliere indifferenti.
Mi ecciti con le speranze del mattino
sfida quotidiana al tempo
E accogli conquiste e delusioni
sui cuscini di piuma strappata della sera.

Intervista a: Benedetta Murachelli

1)Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog se ne usi uno per pubblicare

Mi chiamo Benedetta Murachelli, sono nata in Valcamonica, precisamente dove preistoriche incisioni rupestri raccontano storie e poesie, Capodiponte, – Cemmo per l’esattezza – e ci tengo. Fin da ragazza ho cercato vita a Milano e ne ho trovata tanta da raccontare, ricordare e anche dimenticare. Ho tre figli e nove nipoti, l’ultima è nata pochi giorni fa. Ho lavorato in fabbrica, nella scuola, nell’attività familiare e ora ovviamente faccio la pensionata. Il mio blog è Pensieri incustoditi. (clicca per il blog)

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?

Il mio primo strumento fu il mio piccolo alluce indifferentemente destro o sinistro; si divertiva a girovagare nei solchi delle incisioni sulla roccia, mentre la mente raccontava storie di paese piccolo, povero, schiacciato tra le montagne che, per me gente limitata, considerava bellissime. C’era anche la guerra e non c’era tanta carta allora. Non ero una scolara modello, scrivevo cose mie e non facevo i compiti. Ma adoravo la ginnastica ed ero sempre vincitrice nei saggi ginnici che il fascismo imponeva in tutte le scuole.
Adolescenza in collegio, studio e preghiera, chi ci crede? Le regole non erano fatte per me. Un diploma magistrale e poi l’avventura milanese. Ho pagato l’ingenuità, la fiducia nel prossimo, la spinta alla ribellione che in realtà era vocazione alla giustizia. Per ogni cosa ho dato del mio. Anche il matrimonio è stato fuorilegge (segreto e religioso). Ma mio marito era bello, atletico e soprattutto distratto. Divorzio, aborto, contestazione, sperimentazioni didattiche ecc. ecc. Bisognava pur scriverle alcune cose! O meglio sintetizzarle in quelli che ho chiamato Pensieri Incustoditi

3) Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?

Il genere che allarga il cuore e lo rende intelligente. Quando un’inezia mi diventa padrona e le parole frullano nell’universo. Non adotto metriche rigorose né conto le sillabe, l’”a capo” è sempre un inizio anche se si tratta di un enjambement. “che colpa ne ho io se non ero la prima della classe” (è in wordpress titolo che colpa?)

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira?
Rimasi folgorata da Catullo: “Odi et amo. Quare id faciam fortasse requiris. / Nescio, sed fieri sentio et excrucior”. Mi ripetevo excrucior ad alta voce mille e più volte ed ogni volta il peso di quella inevitabile croce, incrocio tra orizzontalità e verticalità, assumeva nomi diversi: coscienza, ingiustizia, affanno, amore, ineluttabilità, catene e libertà…
L’elenco poi sarebbe lunghissimo anche se in testa rimane Leopardi. A diciotto anni “La pioggia nel pineto” di D’annunzio mi lasciò… umida e con qualche reumatismo ai malleoli e alle ginocchia. Scherzo ovviamente, anzi penso che D’annunzio sia conosciuto da tanti solo per questa poesia.

5)Tutti i poeti hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti?
Non lo so, vedo immagini e suono parole, non saprei dire altro.

6)Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti.
Credo proprio che sia così, loro sono maestri di ironia – (eironéia) finzione, forza creatrice di intelligenza.

7)Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?
Adoro cucinare utilizzando conoscenze tradizionali ma con creative aggiunte personali.

8) Quale tipo di letture preferisci?
Quali letture… poesia, poesia, poesia, fanno da contorno e approfondimento saggi o brani scelti dalla narrativa.

9) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Peccati di penna (www.il mio libro.it)

10)Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?
sono eccentrica? Si, se si intende rompere gli schemi per ricostruirne di più umani.

11)Per chiudere l’intervista cita tre dei tuoi versi che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla.)


Goditela, goditela, goditela!

Per quel che hai avuto

per quel che non hai avuto

per quello che hai sognato

per quello che non c’è stato.

Ogni attimo una sfida

ogni sfida un dono da accatastare

nel forziere delle tue segrete felicità.

Svola cieco sbattendo le sue ali pesanti l’amore

inconcluso

Fa violento il vento più sferzante la pioggia

Non lo brucia il sole e più del sole brucia

Si adagia sulla luna spossato quando a sera sfugge tra i

i sogni e le dita.

Poesie di: Francesca Cannata

FATA MORGANA

Oltre l’orizzonte
percepire l’infinito.
Là, dove tutto appare indistinto
dove tutto sembra finire
si celano terre sconosciute.

In fondo a se stessi
percepire l’essenza.
Là, dove tutto appare confuso
dove tutto sembra sparire
si nascondono risposte mai avute.

Oltre l’orizzonte
vedere l’anima rifrangersi
come fata Morgana
nel mare profondo…
….oltre l’orizzonte.

Settembre 2014
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LA LIBERTA’ DELL’ESSERE

Assaporo
il silenzio che ispira
la mia coscienza e da voce
alla mia anima.
Ascolto
non più confusa
da una folla indistinta
di voci lontane.
Voci che parlano
sussurrano e disorientano
sgomentano e scompigliano,
infine, impongono
le loro assurde verità.
Voci di gente non più
che furon nonni, sacerdoti e papi
voci di padri e di madri,
sorelle e fratelli
voci autoritarie, voci suadenti
voci persistenti….voci…..
Or state in silenzio?
Non più parlate?
Non più sgomentate?
Non più imponete?
Voci fasulle,
disperse dal libero vento
voci sconfitte, ormai senza fiato
voci svelate, voci scoperte….
da un dubbio scacciate.

Settembre 2014
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RITROVARE TE

Non so più
da quanto tempo
avanzo nel dubbio
precipito nel buio assoluto
che assomiglia al nulla.

Senza di te dentro
un’angoscia infinita
niente è come prima
niente ha senso.

Senza di te dentro
vago in disperata ricerca
di un senso.

Persa nel mare
dove regna fata morgana
attratta dal canto
di sirene incantatrici
abbandonata nell’isola
della crudele Circe
prigioniera nella tetra spelonca
delle ombre e delle false verità
proiettate su pareti umide e nere
attratta da un’esigua,
persistente fonte di luce
curiosa di dissipare ogni dubbio.
Oltre la luce….ritrovarti

settembre 2014