Archivi tag: muro milano

Poesie di: Mister Caos

SOGNATRICE

Sempre con il naso all’insù, Sognatrice,
tu che sei una spacciatrice di sorrisi.
In quei tuoi occhi colorati ad acquerello
non so contare le sfumature di blu cremisi
in cui i tuoi sogni a forma di barchette di carta
galleggiano spensierati e un po’ sbiaditi.

————————————————————————————————————

CRONACHE GIOVANILI

Perso
assaporando il silenzio che impasta
il peso della spensieratezza,

rimanendo a galla in un bicchiere di etere
già ubriaco d’entropia.

In tasca
la bellezza di un asterismo,
pronto da barattare

con un bacio,

o per un congiuntivo sbagliato.

————————————————————————————————————-

POESIA SENZA TITOLO

Piove
Disordine di accenti
In quel monolocale di conscio
All’ombra
Dei miei occhi celesti.

Introspezione che inciampa
Su rime e caffeina,
bestemmiando il malumore
armato di malinconia,

per scriver questa poesia

orfana di un nome,

ma libera
di camminar sopra
la gravità della fantasia.

Annunci

Intervista a: Mister Caos

1) Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.

All’anagrafe nasco come Dario, ma in strada mi firmo Mister Caos. Sono un esponente del movimento di Poesia di strada italiano. Classe ’92, nasco a Milano, e cresco a San Donato Milanese, all’ombra della grande metropoli, dove coltivo sin da piccolo la passione per la scrittura e per la street art. Dall’ inverno del 2013, assalto la strada a colpi di versi, dipingendo e affiggendo le mie poesie. Le mie composizioni sono affisse da Milano, a Genova, fino a Palermo, Napoli, Potenza, Londra, Parigi, New York, Atlanta e Haiti.

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?
Ho affinato sin da piccolo lo studio della parola, nonostante fossi (e lo sono tutt’ora) impacciato nel parlare e dislessico, grazie anche alla musica e a letture morbose e appassionate. Parallelamente ho coltivato la passione per i graffiti, così (da cosa nasce cosa) ho iniziato a fare poesia di strada.

3) Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?
La mia poesia purtroppo o per fortuna è molto studiata. Ogni singola parola non è messa a caso, ma fa parte di un equilibrio precario, musicale e contenutistico, derivato dall’acquisizione e rielaborazione di una emozione.

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira?
Non sono particolarmente influenzato da poeti classici, anche se stimo e apprezzo molto il lavoro dei poeti italiani a cavallo tra ‘800 e ‘900.

5) Definisci il tuo stile poetico con un aggettivo e spiegane il motivo.
Il mio stile poetico lo definirei sperimentale. Non scrivo una poesia uguale all’altra, ne per contenuti, ne per metrica o rime. Ogni emozione parla da sé. Io trascrivo e basta.

6)Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?
Facendo poesia di strada, c’è un incontro del tutto naturale con la street art. Per scrivere le mie poesie (in strada) infatti, mi servo di qualunque tipo di supporto e strumentazione. Dai pennelli agli spray, dagli acrilici agli smalti, e ancora stencil, tamponi, poster, e tutto quello che supporta e sopporta una poesia.

7) Quale tipo di letture preferisci?
Preferire è un termine scorretto per il mio caso. Diciamo che leggo volentieri qualsiasi testo che genera in me curiosità.

8) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Se sì fanne una breve descrizione indicando anche i dettagli della pubblicazione (editore, distributore).
Ho una mia raccolta personale, mai pubblicata. A me piace “pubblicare in strada”, tra la gente dove chiunque, senza dover aprire un libro può usufruire della mia poesia.

9) Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?Probabilmente, se mi guardassi da fuori, mi definirei “concentrico”.

10) Per chiudere l’intervista cita tre dei tuoi versi che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla.)

Ho sporcato le mie scarpe d’azzurro fuggendo nel cielo”

C’è chi getta l’àncora e chi ci prova ancòra”

Impossibile è solo un’altra bugia”