Intervista a Maurizio Donte

1) Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.

Mi chiamo Maurizio Donte, sono nato a Imperia ( uso il passato prossimo, ma dovrei usare il passato remoto) nel 1962, sono su facebook, col mio profilo e una pagina che si chiama Maurizio Donte Poesia Miti ed epica celtica.

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?

E’ passato così tanto tempo da quando ho iniziato che davvero non lo ricordo, per passione, credo.

3) Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?

Scrivo in moltissimi modi diversi: dall’epica all’ermetismo, dal sonetto e madrigale al verso libero. Un po’ di tutto, anche in prosa. Ho scritto un romanzo, il De Bello Parthico, edito da Rei, un’ucronia su Caio Giulio Cesare.

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira?

Sono cresciuto con mia madre che mi leggeva spesso le poesie di Angiolo Silvio Novaro e di Giovanni Pascoli ( per spesso intendo tutte le sere…) ma poi crescendo ho maturato una grande passione per Leopardi e Ungaretti. Se dovessi indicare i miei “maestri” punterei senza esitare il dito su loro due. C’è da dire che lo “stile Leopardi” mi viene particolarmente bene, a tal punto da vincere con una poesia sul tema di “A Silvia” il premio Nazionale TraccePerLaMeta dedicato a Giacomo Leopardi, a Recanati, il Maggio scorso. Ma non rinnego lo studio e la stima per molti altri autori. Dagli epici, a partire da Omero, passando per Virgilio, fino a Torquato Tasso, sulle cui orme mi sono messo. Poi Dante Alighieri, Francesco Petrarca, ma anche Cecco Angiolieri, poeta satirico della stessa epoca di Dante…sono fra le mie letture favorite, senza scordare Foscolo, Carducci, D’Annunzio…e gli ermetici del 900, mi fermo, perché l’elenco è troppo lungo. Cito ancora Melchiorre Cesarotti, per via dei Canti di Ossian, tratti dall’originale di James Mac Pherson, cui mi sono ispirato per un paio di mie opere: I Canti di Erin e il Cù Chulainn, il Mito del Mastino di Cullan, appena uscito, sempre per Rei. Due poemi epici in cui mi riallaccio ad antiche leggende irlandesi…

5) Definisci il tuo stile poetico con un aggettivo e spiegane il motivo.

Eclettico, e mi pare d’averlo già spiegato, il motivo.

6) Tutti i poeti hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti?

Questo è proprio vero: non riesco a fare a meno di citare il mare, le onde, le rive , gli scogli, i frangenti….sarà che sono nato a Imperia, città di mare e ho navigato per un po’ di tempo…

7) Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti. Che cosa pensi emerga spontaneamente dalle tue opere?

Spero sia il mio mondo interiore ad emergere, ma credo siano evidenti anche le mie letture, cui ho già fatto cenno

8)Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?

Vero pure questo, amo disegnare.

9) Quale tipo di letture preferisci?

Oltre a quelle già indicate, sono un “divoratore” di romanzi storici, principalmente sul mondo romano, di libri di storia in genere, ma anche di romanzi di avventura. In realtà leggo davvero di tutto, sono onnivoro, in questo senso, con l’esclusione di Horror e romanzetti insopportabili, di cui non cito il nome.

10) In tempi recenti è sempre più frequente la pubblicazione di poesie su blog o social network. Molto spesso si possono trovare lavori interessanti e ben scritti. C’è qualche poeta che torni a leggere di frequente e che vorresti raccomandare? (se possibile aggiungi anche il link al blog)

Ve ne sono così tanti, da temere di far torto a qualcuno, citandoli. Posso dire i nomi di quelli con cui sono maggiormente in contatto: Massimiliano Zaino e Alfonso Vincenzo Mauro, Francesco Vitellini, fra i giovani ritengo siano i migliori. ( qui il blog Athenaeum dove potrete leggerli) Poi, beh, sfondiamo delle porte aperte: N. Pardini, V.Verducci, R.Mestrone, R.Vettorello, C.Consoli, Patrizia Stefanelli, Elena Malta, Rosanna Di Iorio, Elisabetta Bagli, Elisabetta Freddi, S.Impalà, M.De Rosa, Oliviero Angelo Fuina, Stefano Baldinu… mi fermo, ma ne conosco molti altri ancora.

11) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Se sì fanne una breve descrizione indicando anche i dettagli della pubblicazione (editore, distributore).

Una? Sono alla terza, in campo poetico. I due già citati poemi, e la silloge Sonetti e Madrigali d’amor e guerra, con cui ho vinto il Premio della Giuria al concorso Nazionale Voci- città di Abano Terme, l’anno scorso. Sempre editi da Rei-France e ne ho molte altre ancora da pubblicare.

12) Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?

Tutto ….pensa che sono anche un collezionista di minerali, scrivo poesie e lavoro come perito chimico….

13) Per chiudere l’intervista cita tre dei tuoi versi che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla).

Questa domanda mi manda in crisi. Ho scritto talmente tanto che citare solo dei versi, estratti a caso, non mi pare giusto, sarebbe poco significativo. Posso però indicare facilmente dove potete trovare alcune delle mie poesie migliori: il blog del Professor Nazario Pardini, insigne poeta e critico letterario di fama nazionale, ALLA VOLTA DI LEUCADE, VETRINA DEGLI SCRITTORI CONTEMPORANEI. (qui il blog) Il blog maggiormente seguito in campo letterario del nostro Paese.

Grazie dell’intervista e un saluto a tutti

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Poesie di: Stefania Nardi

SOLO TRE COSE

L’amore indossa i calzoncini blu e una maglietta di supereroi, che mamma ha bisogno di una certa protezione.
L’amore guarda con occhi grandi e misto verde, si pulisce la bocca con le mezze maniche di una maglietta, soffia aria tra denti ancora distanti.
L’amore inventa parole nuove per farsi grande, scappa quando ha paura, stringe Teddy nel sonno, ride d’ironia precoce.
L’amore osserva per crescere, cresce e non vuole, vive in un mondo dai contorni arcobaleno e teme il grigio.
L’amore incanta
L’amore ama
L’amore è amato.
L’amicizia nasce in due righe e tre minuti, o dopo dieci anni.
L’amicizia ha il tratto deciso di parole scritte, la colonna sonora di un viaggio, occhi che sanno leggere davvero.
L’amicizia ha un divano comodo, una sigaretta accesa, sa di tiramisù variegato e pennette al limone con troppa panna.
L’amicizia resta senza benzina, regala fiori preferiti, non sa ballare, conosce la follia.
L’amicizia ti dice che sei profonda, così profonda che forse ti sei persa. E tu sei persa davvero, e ridi.
La passione è una vita concentrata in poche ore.
La passione è una cuffia, una postazione, un microfono, la nota che credevi di non raggiungere.
La passione telefona all’improvviso in una mattina senz’aria, ecco il vento da quella finestra, finalmente.
La passione fa ridere e spera di ridere ancora.
La passione ha neuroni allenati, maglioni a collo alto, ha il sapore di un sigaro, sa stringere le mani, sfida e non da ragione.

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LA SERA DI TROPPO

È la sera dei baci non dati,
preludio d’un domani al condizionale.
Tenuta in piedi da mezze misure,
avanzo tra le braccia tese
di chi misure non ha,
di chi tregua non da’.
È la sera dei sogni restituiti,
peccatori di troppa realtá.
Stanca di sognare in silenzio,
urlo al mondo il bisogno di un’alba
che mi svegli da questa notte
di buio e coperte,
di pensieri pesanti e occhi pensanti.
E’ la sera delle pagine non lette,
scritte a metá e per metá promesse.
Lettere che attraggono e trattengono speranze,
punti che non chiudono mai i discorsi,
virgole che diventano facili appigli.
È la sera delle preghiere atee.
È la sera della luna appesa.
È la sera del quarto desiderio.
È la sera che voleva illuminare.
È la sera che non mancava.
Ed è giá notte.

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LEGAMI DI PAROLE

Stringi la mia mano
lungo la stradachenonso,
portami dove tutto iniziò,
ch’io possa guardare
con gli occhidichiero,
negli occhidichieritu.
Torneremo bambini forse,
noi che mai lo siamo stati,
e come bambiniadultimancati,
inventeremo giochinongiochi
per capire come sarebbe stato,
quello che nonsaràpiù.

Intervista a: Stefania Nardi

1) Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.

Oh bene. All’anagrafe Stefania Nardi, su WP ho scelto di chiamarmi Stephymafy in onore del mio alter-ego fumettistico che da una vita mi accompagna: Mafalda.
Ho due Blog: Un Blog un po’ così ( Il blog) , in cui pubblico prevalentemente poesie e scritti di vario tipo. I fotolavori di Stephyil blog) che raccoglie invece le mie elaborazioni grafiche di miei scatti fotografici, accompagnate da didascalie in versi (miei e di altri bloggers).

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?

Credo di aver iniziato a scrivere verso i sedici anni, ma forse anche prima sotto forma di diario. Sono stata un’adolescente complessata e presa in giro dagli allora ragazzini immaturi che però mi hanno accompagnata per tutti gli anni scolastici, segnando sicuramente la mia personalità fin troppo dominata dall’emotività. La cosa mi ha forse resa piuttosto forte in apparenza, ma l’insicurezza e la scarsa autostima sono tuttora dure a morire, ed in questo la scrittura mi aiuta…mi ha sempre aiutata. Ho iniziato a scrivere per sfogo, per lasciar fluire stati d’animo negativi sperando di esorcizzarli trasformandoli in energia creativa. Nel corso degli anni ho aggiunto più dimestichezza con le parole, passione e una certa esperienza di vita, ma la sensazione di essere in una dimensione che riesco a plasmare è sempre la stessa.

3) Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?

Qualsiasi risposta, sarebbe un affronto a chi della poesia fa mestiere. Parlare di “stile” è troppo nel mio caso. Io so di essere molto diretta e poco stratificata, sono istintiva, a discapito certamente della forma metrica che nel mio caso si riduce ad un mero giudizio d’orecchio 🙂 Se proprio vogliamo dare uno stile a quello che scrivo, potremmo parlare di “musica”. Quando quello che scrivo mi suona bene, allora può andare. Questo vale ovviamente per la poesia in generale, perché quando voglio concedermi una forma poetica che sia esercizio di stile ed elaborazione, allora mi dedico ai sonetti romaneschi. Amo il Sonetto. Amo il lato scanzonato del Sonetto. Prediligo la composizione ABBA ABBA CDC CDC, ovviamente con versi endecasillabi.

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira?

Ispirato non direi, ma sicuramente preferire alcuni poeti rispetto ad altri, è indicativo anche del modo in cui si scrive. Di sicuro, come molti di noi, ai tempi della scuola avevo una smodata passione per Leopardi, che avevo segretamente eletto mio mentore nei momenti di malinconia. Seguì una sorta di pellegrinaggio a Recanati con tanto di lacrime versate alla vista del plaid con cui si copriva le gambe mentre scriveva. Più in generale, tra i miei poeti preferiti ci sono: Walt Whitman, Alda Merini, Nazim Hikmet, Anais Nin…e sicuramente le filastrocche di Gianni Rodari e le poesie di Stefano Benni che amo quasi più come poeta che come romanziere.

5) Definisci il tuo stile poetico con un aggettivo e spiegane il motivo.

“Musicale”, per le stesse ragioni del punto 3 😉 ma soprattutto istintivo….e a volte ironico.

6) Tutti i poeti hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti?

Dipende dal contesto in cui mi trovo. Dipende dal discorso che sto facendo. Spesso ironizzo sul mio naso…non è molto poetico, lo so!

7) Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti. Che cosa pensi emerga spontaneamente dalle tue opere?

Più di un lettore, mi ha confessato di percepire la passione che metto in ogni parola….inizio a crederci.

8)Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?

Una bella domanda, davvero. Ho interessi vari, coltivati nel corso degli anni. Li elenco in ordine sparso: Creazione e pittura ceramiche, canto, radio, fotografia e fotoritocco, scrittura di favole per bambini, riciclo creativo. ..ah, amo i giochi di parole e la “Pagina della Sfinge” della Settimana Enigmistica. E sicuramente qualche altra cosa che ho lasciato strada facendo…

9) Quale tipo di letture preferisci?

Romanzi.

10) In tempi recenti è sempre più frequente la pubblicazione di poesie su blog o social network. Molto spesso si possono trovare lavori interessanti e ben scritto. C’è qualche poeta che torni a leggere di frequente e che vorresti raccomandare? (se possibile aggiungi anche il link al blog)

Sicuramente Massimo Botturi, che collabora anche con i suoi versi alle didascalie per le mie foto. E Andrea Gruccia che ho scoperto da non molto tempo, e che difficilmente smetterò di leggere.
http://massimobotturi.wordpress.com/
https://andreagruccia.wordpress.com/

11) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Se sì fanne una breve descrizione indicando anche i dettagli della pubblicazione (editore, distributore).

No, ma ci ho pensato tante volte. Per il mio carattere, già il Blog è stato un salto nel buio….magari arriverò anche alla pubblicazione.

12) Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?

Mah, l’unica mia eccentricità è forse l’abbinamento dei colori quando vesto. Non è che mi impegni molto in questo….e secondo la mia logica di colore, sono anche abbinamenti carini, ma imparerò a vestire da signorina per bene, prima o poi. Scherzi a parte, direi che la mia personalità tende più a cercare di non attirare l’attenzione.

13) Per chiudere l’intervista cita tre dei tuoi versi che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla.)

“L’amore indossa i calzoncini blu e una maglietta di supereroi,
che mamma ha bisogno di una certa protezione.”
Dalla mia poesia Solo Tre Cose, una di quelle dedicate a mio figlio.

“Di tutto sarai testimone,
al mondo brinderai
forse all’amore,
Ma non a noi.”
Dalla mia poesia Un Giorno Qualunque.

“Me presento: c’ho ‘r guscio fatto a pera,
a me de sta’ ‘n ammollo nun me pija
de ‘na chioccia, ascortame, so fija
mi’ padre è ‘r lumacone de ‘na sera.”
Dal mio sonetto Diluvia- All’Improvviso incontro una Lumaca.

Poesie di: Francesco Deiana

VOGLIO TORNARE FRA GLI ESSERI UMANI

Vivo da solo, non pago l’affitto,
son paraculo, e questo l’ammetto,
parlo con tutti, però resto zitto,
mi si confà questa vita da inetto.

Passo la notte fissando il soffitto,
apro il computer e già mi connetto,
palpita il cuore, mi sento trafitto,
conto gli “I like” e ritorno nel letto.

Sono imbrigliato da questo gomitolo,
Facebook mi corre di sotto le mani,
un piciu che tagga adesso lo stritolo:
non posti più le sue foto di cani.

È ormai tempo di chiuder capitolo,
portami altrove da ‘sti ciarlatani,
leggilo bene codesto mio titolo:
voglio tornare fra gli esseri umani.

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NON CI SONO TERAPIE

Tentar di combaciare con l’immagine
che si ha di se stessi è pericoloso,
tra me e me s’è aperta una voragine,
uno iato incolmabile, impietoso.

Non ho ancora intrapreso un’indagine
seria su me stesso, perché non mi oso,
mi limito a sfogliar poche pagine
che già conosco, e poi mi riposo.

Uno psicologo serve, mi dici,
a superare le malinconie
che impediscono d’essere felici.

Forse, ma non ci sono terapie
che possan sostituire gli amici
e possan sostituir le poesie.

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ORAMAI MI PRENDONO TUTTI IN GIRO

Oramai mi prendono tutti in giro
perché scrivo sonetti, normalmente
ci sono quelli a cui non frega niente,
secondo altri invece me la tiro.

C’è quello che non lo sai veramente
cosa pensa, ti legge e fa un sospiro,
poi c’è quello per il quale deliro,
quello finto e accondiscendente.

“Belle”, mi dice, “mi piacciono molto
le tue poesie”, ma io soprassiedo
e guardo l’espressione del suo volto,

non capisco però che cosa vedo,
solamente so che più lo ascolto
più mi rendo conto che non gli credo.

Intervista a: Francesco Deiana

1) Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.

Francesco Deiana, 33 anni, insegnante di filosofia, poeta, accompagnatore di ragazzi diversamente abili. Aggiorno regolarmente il blog http://fradeia.wordpress.com

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?

Ho iniziato a scrivere a 21 anni, dicono che si inizi a scrivere quando ci si sente soli, per me è successo così. Ho cominciato per una esigenza comunicativa, per dare una forma più concreta ai miei pensieri.

3) Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?
Scrivo principalmente sonetti, sestine e ottave, con verso endecasillabico. Molto raramente uso il verso libero.

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira?

Sicuramente sono stato influenzato dalla poesia orale dei cantadores sardi, dalla tradizione romana di Belli e Trilussa, e dal romagnolo Olindo Guerrini. Quel che tento di fare è rifarmi a loro per quando riguarda l’oralità, la semplicità, la chiarezza e l’immediatezza del verso.

5) Definisci il tuo stile poetico con un aggettivo e spiegane il motivo.

Chiaro. La chiarezza per me è un vero e proprio valore, essere chiari, nella vita come in poesia, è un dovere morale.

6) Tutti i poeti hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti?

Tutti gli intercalari, i modi di dire, le frasi fatte, gli avverbi e i sostantivi tratti dal lessico filosofico come sostanza, concetto, pensiero, ecc…

7) Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti. Che cosa pensi emerga spontaneamente dalle tue opere?

Spero emerga un po’ di verità.

8)Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?

Pochi altri ambiti, un po’ di teatro.

9) Quale tipo di letture preferisci?

Adoro i classici, ma ultimamente sto leggendo anche molti giovani scrittori, spesso esordienti, come d’altronde dovrei essere io. Mi piace sapere a che punto è arrivato chi, come me, si mette a scrivere oggi. Ovviamente quando scovo qualche giovane poeta valido che scrive sonetti, la mia gioia è immensa!

10) In tempi recenti è sempre più frequente la pubblicazione di poesie su blog o social network. Molto spesso si possono trovare lavori interessanti e ben scritto. C’è qualche poeta che torni a leggere di frequente e che vorresti raccomandare? (se possibile aggiungi anche il link al blog)

Sono molti, ne dico tre: Alfonso Maria Petrosino, Guido Catalano (http://www.guidocatalano.it/), Marco Simonelli, (http://www.marcosimonelli.net/), quest’ultimo è un po’ che non aggiorna il suo blog, ma lui è poeta di indubbio valore.

11) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Se sì fanne una breve descrizione indicando anche i dettagli della pubblicazione (editore, distributore).

Ho autopubblicato 3 raccolte di poesie servendomi di servizi editoriali ondemand. Tutto materiale che potete trovare sul mio blog o addirittura su Emule. Sono raccolte un po’ eclettiche dove è difficile trovare un filo conduttore, se non per il fatto che si tratta, per la maggior parte, di sonetti. I titoli delle raccolte sono “Si sta come d’estate, petelle sugli scogli”, “M’illudono Sippenso” e “Sono un poeta o sono un imbecille?”.

12) Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?

Molto. In particolare provo molto piacere a leggere le poesie in pubblico, a mettermi in gioco in contesti di reading personali e collettivi, o di eventi poetici come i Poetry Slam.

13) Per chiudere l’intervista cita tre dei tuoi versi che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla.)

Domanda molto difficile, a cui risponderò con i primi tre versi di una poesia di cui, con l’amico Gino Dell’Aera, abbiamo realizzato un video che trovate su Yuotube (https://www.youtube.com/watch?v=l7LCdsnMh8g) . La poesia si intitola “Il Camaleonte” e i versi sono: “Spesso mi sento come un camaleonte / nel senso che modifico chi sono / secondo le persone che ho di fronte”.

Poesie di: Riverso

IL CIELO NON ABBRACCIA IL MIO SGUARDO  

Distante. Il cielo non abbraccia il mio sguardo
ma lo disperde, come nube leggera che s’apre
in un occhio lattiginoso di rena e mare,
mentre ondeggiano le rondini all’orizzonte
e questo sole filtra dal vento, come un dardo
che trafigge l’onda di quest’iride, e riscopre
il verdeggiante silenzio, l’intenso sapore
d’un’anima che vive d’un respiro simbionte. 

Distante, il tuo volto nel mio riflesso, scompare
e si disperde, come spumiglia d’amore,
il profumo di muschio e lavanda dei tuoi sorrisi,
mentre l’universo muta la forma dei nostri confini
concavi, in un tempo che volge a dissipare
il distacco ritmato dai giorni, quel dolore
che in lontananze di tramonti cremisi
vede l’intrecciarsi perpetuo dei nostri destini. 

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DISNODA DALLE DITA AFFUSOLATE E BIANCHE

Disnoda dalle dita affusolate e bianche
le ciocche d’ebano e di salsedine
che l’onda della mare sfavillando di luce
ha intrecciato tra il tuo sorriso
e la leggerezza d’una voluta di spuma. 

E mentre tessi dei tuoi capelli le trame,
districa quel tuo essere Amata
senza recidere dei ricordi le radici nell’anima…
e nel tuo passo leggero di dama
sulla rena umida le tue orme spoglie
come note su un pentagramma
musiche inattese andranno a comporre,
armonie d’estivi sogni che addormentandosi
a perdersi sotto il ciglio delicato del mare sfumeranno.

 In quel profilo d’un chiaroscuro gioco
t’osservo, dall’ombra d’un ginepro,
mentre il profumo acerbo delle bacche
si mischia al mio e alla sabbia.
Odo del tuo canto il sorriso e lo spendore,
mentre nell’orizzonte profondo
il mio ed il tuo sguardo si perde,
e naufrago d’Amore nel buio mi confondo,
fingendomi terra, e poi acqua, e cielo,
quel panorama lontano ed eterno
in cui il nostro sguardo si ritrova.

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COME UN REFOLO DI VENTO ARRIVA

Come un refolo di vento arriva
improvviso ed inatteso,
ad impregnar l’aria ed il respiro,
il tuo profumo,
e sorgivo un torrente in petto
dirompe, sull’acciottolato tondo
e rilucente d’emozione
a galoppar dritto verso il cuore,
che del bordo il colmo,
di te, mai raggiunge.

 Arriva impensato,
da un dove che non immagino,
forse distante, oltre tempo,
oppure prossimo, cullato dal palmo
d’una mano che nella mano
prigioniera e libera,  non ti dimentica.
E lo sento danzare nell’aria,
girar in vortici ritorti e preziosi,
brillar nel sole e tra le nubi,
fino all’attimo in cui,
avvolgendomi, mi consola.

 Così, nei momenti in cui ti penso,
e le parole si sciolgono del significato,
si confondono, piovendo a terra vuote,
come viaggiatore nel tempo
giungi, in un refolo di vento,
a rammendar i ricordi,
ricucendo i significati,
giungi tu
a colmare le  parole,
come se prima d’ora mai avessi scritto,
come se prima d’ora mai avessi parlato
giungi tu
ad accecare il mio silenzio.

Intervista a: Riverso

1)Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.

Sono un “ragazzo” di quasi quarant’anni ormai, che non si può definire poeta, ma di certo si sente un menestrello amante delle parole, dei giochi che si possono fare con esse e di tutto quello che concerne la nostra bellissima lingua. Ho un blog dove pubblico, quando l’ispirazione mi guida, qualche poesia http://riversamente.worpress.com . Questo per quanto riguarda il ragazzo. L’uomo quarantenne, invece, collabora come agronomo con strutture private e regionali, in una regione che ho imparato ad amare come il Lazio.

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?

La mia prima opera la conservo ancora gelosamente, l’ho scritta in seconda elementare. “La Natura”, poesia che conosco a memoria e che suscita in me ancora un senso di dolce commozione. Il perché forse non esiste… credo che scrivere poesie per me sia una semplice attitudine, c’è chi è portato per la musica, io per la poesia.

3) Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?

Sono molto poliedrico da questo punto di vista. Ho uno stile che spero si distingua dagli altri, e con questo affronto, di solito, le impervie vette dell’Amore, puro o carnale, immaginario o reale. Altre volte mi diletto in poesie storiche, oppure in opere attuali, ho toccato temi come le guerre, la religione, la politica. Indubbiamente il filo conduttore che lega ogni mia opera è la Natura, vista e vissuta anche nella vita reale come madre e amante, unica e sempiterna.

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira?

Sarebbe forse più facile dire chi non mi influenza. Uno su tutti? Montale. Lo amo, alla follia, lo invidio, alla corrosione. E’ l’inarrivabile vetta a cui aspiro. Non credo ci siano poeti di una levatura e di un’incisività così profonda come Montale, i cui versi ogni volta aprono baratri di passione e di emozione che non sospettavo neppure di avere. Poi posso citare Dante e Petrarca (quando scrivo sonetti), Neruda (per alcune poesie d’amore), D’Annunzio, Leopardi, Pascoli. La Merini è un’altra poetessa a cui non ci si può non rivolgere. Ma inserisco anche “poeti diversi”: De Gregori, Samuele Bersani per fare due esempi di grandi poeti-cantanti che sanno emozionare. Ancora potrei continuare con molti autori stranieri che ho letto (Neruda, già citato), Voltaire, Fried, Shakespeare, e molti altri.

5) Definisci il tuo stile poetico con un aggettivo e spiegane il motivo.

Soave. O almeno spero lo sia. Cerco nelle parole sempre la leggerezza, anche quando tratto temi come la guerra o la morte, cerco sempre un’aulica presenza che riesca ad alleggerire le mie parole. In realtà quel che cerco è una musica, ed essendo io d’ispirazione molto classica, cerco nelle parole quella sonata di pianoforte o quel susseguirsi di note che non so suonare, ma cerco di scrivere. Tramutare l’indessicabile in verbo… e per far questo, a mio parere, le parole devono raggiungere le vette più alte della musicalità e della leggerezza.

6) Tutti i poeti hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti?

Domanda che mi fa assolutamente sorridere. Ho amici molto critici e, quando utilizzo una parola troppo frequentemente, vengo schernito senza ritegno. Per questo ho un lessico ricco di sinonimi, quindi potrei dire che più che le parole è la sintassi è la mia cifra stilistica. Però, per non deludere le aspettative della domanda ammetto che mi innamoro con facilità di alcune parole e, pertanto, i capelli sono “ebano” e gli occhi “smeraldo”, le nuvole formano “arabeschi” e c’è sempre il sole, o la luna, o qualche gioco di luce che si va ad “intrecciar” chissà dove ed il tutto è “incanto”. La mia verve musicale impone, inoltre, verbi con finali tronche: svanir, morir, amar, tesser, sfumar… e potrei continuare ancora

7) Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti. Che cosa pensi emerga spontaneamente dalle tue opere?

Emozioni. Non credo di chiedere altro alle mie poesie. Voglio comunicare un’emozione e, perché no, far sentire una musica legata a quell’emozione. Che la musica sia quella che ho ascoltato io nello scriverla, o sia qualcosa di completamente diverso percepita da chi legge, poco importa. È importante però che un’emozione (non la mia, sia chiaro) emerga e colpisca chi mi legge. Questa è la mia massima aspirazione.

8) Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?

Non so se sia un campo artistico, ma amo i bonsai, gli Origami e, di tanto in tanto, faccio impazzire i miei cani e i miei gatti suonando il bodhran (male e fuori tempo… sono negato). Credo che scrivere poesie (e qualche volta narrativa) sia davvero il massimo a livello artistico che questo pianeta possa sopportare da me.

9) Quale tipo di letture preferisci?

Tutte. Leggo qualsiasi cosa, dalle etichette dei detersivi, ai giornali, ai libri (fantascienza, gialli, romanzi, commedie, racconti, poesie, ecc.), ai blog, ai testi scientifici, alle normative in ambito agricolo… mi piace leggere, cerco di farlo spesso, cerco di farlo sempre. In questo momento sto leggendo un thriller (Deaver) e un manga (così, per non farci mancare nulla…).

10) In tempi recenti è sempre più frequente la pubblicazione di poesie su blog o social network. Molto spesso si possono trovare lavori interessanti e ben scritti. C’è qualche poeta che torni a leggere di frequente e che vorresti raccomandare? (se possibile aggiungi anche il link al blog)

Seguo volentieri l’autore Hariseldom sul sito http://www.scrivere.info oppure, sempre su quel sito, altri autori come Patrizia Ensoli e Santo Aiello. Inoltre leggo volentieri le poesie di Mistral sul blog: http://ombreflessuose.wordpress.com/, oppure i racconti di rO ed i suoi amici su: http://farovale.wordpress.com/; ammetto però che sto facendo torto a molti autori (scrittori di narrativa o di poesia), ma spero mi perdoneranno se non li cito tutti.

11) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Se sì fanne una breve descrizione indicando anche i dettagli della pubblicazione (editore, distributore).

No, sono stato spesso presente su varie opere multi autore, ma una silloge personale ad oggi non l’ho mai pubblicata.

12) Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?

Non credo di essere eccentrico, non nell’accezione comune di questo termine. Spero di essere una persona originale, quando si parla con me.

13) Per chiudere l’intervista cita tre dei tuoi versi che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla.)

A dire il vero non ho versi preferiti, ma ho una poesia che ricordo con piacere (e di cui riporto, infrangendo un po’ le regole, l’ultima strofa di ben quattro versi) non perché sia tra le mie più belle, ma perché è la prima dell’ultima importante svolta nel mio modo di scrivere:

“Attenderà il tempo i nostri passi,

poiché al tempo non obbediscono

gli amanti, uniti come unico corpo

l’un nell’anima dell’altra, a completarsi.”

(da: Attenderà il tempo i nostri passi http://riversamente.wordpress.com/2012/09/30/attendera-il-tempo-i-nostri-passi/)

Poesie di: Lila

A MIA NONNA

Avevi capelli rossi lunghi come l’aria
stesi sull’erba, accanto alla tua terra
Gli occhi grigi
velati dalla paura della morte,
le guance come tulipani
mani rugose e belle

Ridevamo
io e te, malizia contadina,
con te sentivo il profumo, farina
le uova, un po’ di sale
poi impastare
e mangiare il frutto, del tuo lavoro

Il pomeriggio a volte
parlavi del tuo mondo
di te e della tua vita
di quell’uomo mai troppo amato
e di tua figlia uccisa dalla guerra

La terra tiene con se lei e te, ora
riscaldata dal sole
il sole che spesso cercavi
nei pomeriggi di ogni primavera.

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IL RIFUGIO

La pioggia cade trafigge le ombre
d’automobili in coda come foglie
sparse e il semaforo verde colore,
l’età chimera d’amore tra voglie
che s’affacciano a volte numeri, ore
calcolate, velocità distoglie
e toglie la pellicola d’umore
che copre il viso dei passanti coglie
assente il circolo casto, l’errore
di andare fuori, evadere. Alle soglie
del risveglio si posano le spore
di un millennio e tra marito e moglie
o platonico o virtuale l’amore
o come polvere che il vento scioglie
tra i capelli dispersi, smog, odore
che dai tubi passa e la vita sceglie
lentamente la chiave del motore
si gira là dove il mulino coglie
l’acqua rapida del fiume corre e gore
tra le ruote calde, con il viso a scaglie.

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VEDRAI COM’E’

Non so se accadrà domani
le mie mani su di te
tradisco pensieri
e mi abbandono
Non amo i calcoli
ti penso e nulla più
ti chiedo solo
di essere
per me.

Intervista a: Lila

1) Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.
Mi chiamo Lila e il mio blog è lilasmile  http://lilasmile.wordpress.com/
Il mio blog ha anche un sottotitolo: Un sorriso può aiutare a vivere.

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?
Ho iniziato a scrivere da quando avevo all’incirca quindici anni e mi ha spinto il desiderio di riportare in un quaderno le mie emozioni. Credo che quando si è adolescenti si è spinti da questa cosa, o almeno per me è stato così. Leggere le mie emozioni mi ha aiutata a gestire meglio le mie sensazioni anche, e soprattutto, in amore.

3) Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?
Scrivo quasi sempre poesie d’amore, sono quelle in cui mi trovo di più e credo di esprimermi meglio ma a volte scrivo poesie che riguardano temi generali come l’amicizia, l’umanità, il sentire.

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira?
Non credo di essere influenzata da alcun poeta del passato però mi piacciono molto le poesie di Hikmet e di Neruda.

5) Definisci il tuo stile poetico con un aggettivo e spiegane il motivo.
Che domandona! Non credo di avere uno stile. Chi legge le mie poesie mi ha detto che sono rappresentative, di immagine, come dei quadri. In questa definizione mi ci ritrovo, mi piace offrire al lettore la sensazione di trovarsi di fronte ad un’immagine poetica.

6) Tutti i poeti hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti?
Tu dici parole come fiore, cuore, amore? Scherzo naturalmente. Mi piacciono molto queste parole: mani, corpo, abbandono. Credo sia perché penso che nel rapporto di amore sia molto importante legare le mani e il proprio corpo al desiderio e alla capacità di abbandonarsi completamente all’altro.

7) Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti. Che cosa pensi emerga spontaneamente dalle tue opere?
Ci devo pensare..credo una certa sensibilità, quella credo sia legata al mio passato che si riporta chiaramente in quello che scrivo e poi, come ho già detto, voglia di amare e di essere viva.

8)Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?
Purtroppo no, mi piace solo guardare i quadri, ammirarli, a volte sono proprio come poesie, incantano e portano al altri mondi.

9) Quale tipo di letture preferisci?
A dire la verità non leggo moltissimo, preferisco però leggere in ogni caso di poesia.

10) In tempi recenti è sempre più frequente la pubblicazione di poesie su blog o social network. Molto spesso si possono trovare lavori interessanti e ben scritto. C’è qualche poeta che torni a leggere di frequente e che vorresti raccomandare? (se possibile aggiungi anche il link al blog)
Trovandomi su wordpress vedo tanta poesia ma se devo consigliare qualche autore direi:
Poetella (poetella.wordpress.com), Massimo Botturi (massimobotturi.wordpress.com), Franz De Boeuf  (franzdeboeuf.wordpress.com) e Intesomale (essereinteri.wordpress.com)
11) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Se sì fanne una breve descrizione indicando anche i dettagli della pubblicazione (editore, distributore).
No, non ho ancora avuto la fortuna di pubblicare le mie poesie ma spero che un giorno questo sogno si possa avverare.

12) Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?
Sorrido. Diciamo che sono una tipa a cui piace guardare spesso il cielo, è difficile a volte per me stare con i piedi per terra ma non mi definirei eccentrica.

13) Per chiudere l’intervista cita tre dei tuoi versi che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla.)

Avevi i capelli rossi lunghi come l’aria (A mia nonna)

Tradisco pensieri e mi abbandono (Vedrai com’è)

Sarà libero il confine del mio domani (Sarà libero)

Sono versi pubblicati tutti sul mio sito ossia su lilasmile (il link l’ho riportato sopra).

 

 

 

Poesie di: Francesca Pels

DIO
So perché ti ho creato
Ma non ricordo perché ti ho creato
Così.

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CANNIBALISMO

Vivere
secondo un oroscopo
da deridere:
persone
che vanno bene
che non vanno bene
adatte
non adatte
compatibili
incompatibili
come fossimo cavi usb.
Usarci
potendoci ricomprare
potendo cambiare modello
e rimetterci sul mercato al costo di un sms al
quattro-otto-quattro-fattene-una-ragione
che ci dica
se
andiamo bene;
controllo qualità della nostra azienda
per cannibali.
Siamo vegani
ma gli uomini li mangiamo,
siamo ambientalisti
siamo ecologisti
ma di umani ci strafoghiamo:
idee poco inquinanti
poco inquietanti
sentire a basso consumo
persone ad alta digeribilità
per fottere – forse
per fottercene
per fotterci.
Realtà di pixel
facendo l’amore a chilometro zero
con una webcam.
Vivere spolpa
se lo si fa bene;
noi cerchiamo di sopra-vivere
di sopravviverci.
Ma io non voglio
non voglio sopravvivere
io non mi accontento di questo cannibalismo
educato. Io mi incazzo e
maleducatamente
vi mando affanculo.
Non ho nessuno di ultraterreno
per cui risparmiarmi.
Io scelgo di esistere:
sentire è sempre sentire forte
ogni incontro uno scontro
ogni graffio uno squarcio
ogni volta una svolta
il coraggio di avere coraggio
con fragilità.
Vivere
e rischiare di
morirne
con la voce che trema
i capelli spettinati
i segni dei ricordi sul corpo
il peso dell’incapacità di scordare
e la beffa di rinascere
dopo ogni catastrofe.
Nessuna garanzia.
Nessuna assicurazione di
sentire
sapere
pensare, ma non troppo.
Solo il cosmo
addosso
e dentro
caos

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FILANTROPIA A DOMICILIO

Avvolta
intorno alla colonna vertebrale
mi spiego
me;
come un astronomo
con il suo telescopio
osservo
dietro le mie palpebre chiuse
e imparo
a convivermi.