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Intervista a Maurizio Donte

1) Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.

Mi chiamo Maurizio Donte, sono nato a Imperia ( uso il passato prossimo, ma dovrei usare il passato remoto) nel 1962, sono su facebook, col mio profilo e una pagina che si chiama Maurizio Donte Poesia Miti ed epica celtica.

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?

E’ passato così tanto tempo da quando ho iniziato che davvero non lo ricordo, per passione, credo.

3) Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?

Scrivo in moltissimi modi diversi: dall’epica all’ermetismo, dal sonetto e madrigale al verso libero. Un po’ di tutto, anche in prosa. Ho scritto un romanzo, il De Bello Parthico, edito da Rei, un’ucronia su Caio Giulio Cesare.

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira?

Sono cresciuto con mia madre che mi leggeva spesso le poesie di Angiolo Silvio Novaro e di Giovanni Pascoli ( per spesso intendo tutte le sere…) ma poi crescendo ho maturato una grande passione per Leopardi e Ungaretti. Se dovessi indicare i miei “maestri” punterei senza esitare il dito su loro due. C’è da dire che lo “stile Leopardi” mi viene particolarmente bene, a tal punto da vincere con una poesia sul tema di “A Silvia” il premio Nazionale TraccePerLaMeta dedicato a Giacomo Leopardi, a Recanati, il Maggio scorso. Ma non rinnego lo studio e la stima per molti altri autori. Dagli epici, a partire da Omero, passando per Virgilio, fino a Torquato Tasso, sulle cui orme mi sono messo. Poi Dante Alighieri, Francesco Petrarca, ma anche Cecco Angiolieri, poeta satirico della stessa epoca di Dante…sono fra le mie letture favorite, senza scordare Foscolo, Carducci, D’Annunzio…e gli ermetici del 900, mi fermo, perché l’elenco è troppo lungo. Cito ancora Melchiorre Cesarotti, per via dei Canti di Ossian, tratti dall’originale di James Mac Pherson, cui mi sono ispirato per un paio di mie opere: I Canti di Erin e il Cù Chulainn, il Mito del Mastino di Cullan, appena uscito, sempre per Rei. Due poemi epici in cui mi riallaccio ad antiche leggende irlandesi…

5) Definisci il tuo stile poetico con un aggettivo e spiegane il motivo.

Eclettico, e mi pare d’averlo già spiegato, il motivo.

6) Tutti i poeti hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti?

Questo è proprio vero: non riesco a fare a meno di citare il mare, le onde, le rive , gli scogli, i frangenti….sarà che sono nato a Imperia, città di mare e ho navigato per un po’ di tempo…

7) Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti. Che cosa pensi emerga spontaneamente dalle tue opere?

Spero sia il mio mondo interiore ad emergere, ma credo siano evidenti anche le mie letture, cui ho già fatto cenno

8)Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?

Vero pure questo, amo disegnare.

9) Quale tipo di letture preferisci?

Oltre a quelle già indicate, sono un “divoratore” di romanzi storici, principalmente sul mondo romano, di libri di storia in genere, ma anche di romanzi di avventura. In realtà leggo davvero di tutto, sono onnivoro, in questo senso, con l’esclusione di Horror e romanzetti insopportabili, di cui non cito il nome.

10) In tempi recenti è sempre più frequente la pubblicazione di poesie su blog o social network. Molto spesso si possono trovare lavori interessanti e ben scritti. C’è qualche poeta che torni a leggere di frequente e che vorresti raccomandare? (se possibile aggiungi anche il link al blog)

Ve ne sono così tanti, da temere di far torto a qualcuno, citandoli. Posso dire i nomi di quelli con cui sono maggiormente in contatto: Massimiliano Zaino e Alfonso Vincenzo Mauro, Francesco Vitellini, fra i giovani ritengo siano i migliori. ( qui il blog Athenaeum dove potrete leggerli) Poi, beh, sfondiamo delle porte aperte: N. Pardini, V.Verducci, R.Mestrone, R.Vettorello, C.Consoli, Patrizia Stefanelli, Elena Malta, Rosanna Di Iorio, Elisabetta Bagli, Elisabetta Freddi, S.Impalà, M.De Rosa, Oliviero Angelo Fuina, Stefano Baldinu… mi fermo, ma ne conosco molti altri ancora.

11) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Se sì fanne una breve descrizione indicando anche i dettagli della pubblicazione (editore, distributore).

Una? Sono alla terza, in campo poetico. I due già citati poemi, e la silloge Sonetti e Madrigali d’amor e guerra, con cui ho vinto il Premio della Giuria al concorso Nazionale Voci- città di Abano Terme, l’anno scorso. Sempre editi da Rei-France e ne ho molte altre ancora da pubblicare.

12) Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?

Tutto ….pensa che sono anche un collezionista di minerali, scrivo poesie e lavoro come perito chimico….

13) Per chiudere l’intervista cita tre dei tuoi versi che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla).

Questa domanda mi manda in crisi. Ho scritto talmente tanto che citare solo dei versi, estratti a caso, non mi pare giusto, sarebbe poco significativo. Posso però indicare facilmente dove potete trovare alcune delle mie poesie migliori: il blog del Professor Nazario Pardini, insigne poeta e critico letterario di fama nazionale, ALLA VOLTA DI LEUCADE, VETRINA DEGLI SCRITTORI CONTEMPORANEI. (qui il blog) Il blog maggiormente seguito in campo letterario del nostro Paese.

Grazie dell’intervista e un saluto a tutti

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Intervista a: Stefania Nardi

1) Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.

Oh bene. All’anagrafe Stefania Nardi, su WP ho scelto di chiamarmi Stephymafy in onore del mio alter-ego fumettistico che da una vita mi accompagna: Mafalda.
Ho due Blog: Un Blog un po’ così ( Il blog) , in cui pubblico prevalentemente poesie e scritti di vario tipo. I fotolavori di Stephyil blog) che raccoglie invece le mie elaborazioni grafiche di miei scatti fotografici, accompagnate da didascalie in versi (miei e di altri bloggers).

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?

Credo di aver iniziato a scrivere verso i sedici anni, ma forse anche prima sotto forma di diario. Sono stata un’adolescente complessata e presa in giro dagli allora ragazzini immaturi che però mi hanno accompagnata per tutti gli anni scolastici, segnando sicuramente la mia personalità fin troppo dominata dall’emotività. La cosa mi ha forse resa piuttosto forte in apparenza, ma l’insicurezza e la scarsa autostima sono tuttora dure a morire, ed in questo la scrittura mi aiuta…mi ha sempre aiutata. Ho iniziato a scrivere per sfogo, per lasciar fluire stati d’animo negativi sperando di esorcizzarli trasformandoli in energia creativa. Nel corso degli anni ho aggiunto più dimestichezza con le parole, passione e una certa esperienza di vita, ma la sensazione di essere in una dimensione che riesco a plasmare è sempre la stessa.

3) Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?

Qualsiasi risposta, sarebbe un affronto a chi della poesia fa mestiere. Parlare di “stile” è troppo nel mio caso. Io so di essere molto diretta e poco stratificata, sono istintiva, a discapito certamente della forma metrica che nel mio caso si riduce ad un mero giudizio d’orecchio 🙂 Se proprio vogliamo dare uno stile a quello che scrivo, potremmo parlare di “musica”. Quando quello che scrivo mi suona bene, allora può andare. Questo vale ovviamente per la poesia in generale, perché quando voglio concedermi una forma poetica che sia esercizio di stile ed elaborazione, allora mi dedico ai sonetti romaneschi. Amo il Sonetto. Amo il lato scanzonato del Sonetto. Prediligo la composizione ABBA ABBA CDC CDC, ovviamente con versi endecasillabi.

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira?

Ispirato non direi, ma sicuramente preferire alcuni poeti rispetto ad altri, è indicativo anche del modo in cui si scrive. Di sicuro, come molti di noi, ai tempi della scuola avevo una smodata passione per Leopardi, che avevo segretamente eletto mio mentore nei momenti di malinconia. Seguì una sorta di pellegrinaggio a Recanati con tanto di lacrime versate alla vista del plaid con cui si copriva le gambe mentre scriveva. Più in generale, tra i miei poeti preferiti ci sono: Walt Whitman, Alda Merini, Nazim Hikmet, Anais Nin…e sicuramente le filastrocche di Gianni Rodari e le poesie di Stefano Benni che amo quasi più come poeta che come romanziere.

5) Definisci il tuo stile poetico con un aggettivo e spiegane il motivo.

“Musicale”, per le stesse ragioni del punto 3 😉 ma soprattutto istintivo….e a volte ironico.

6) Tutti i poeti hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti?

Dipende dal contesto in cui mi trovo. Dipende dal discorso che sto facendo. Spesso ironizzo sul mio naso…non è molto poetico, lo so!

7) Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti. Che cosa pensi emerga spontaneamente dalle tue opere?

Più di un lettore, mi ha confessato di percepire la passione che metto in ogni parola….inizio a crederci.

8)Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?

Una bella domanda, davvero. Ho interessi vari, coltivati nel corso degli anni. Li elenco in ordine sparso: Creazione e pittura ceramiche, canto, radio, fotografia e fotoritocco, scrittura di favole per bambini, riciclo creativo. ..ah, amo i giochi di parole e la “Pagina della Sfinge” della Settimana Enigmistica. E sicuramente qualche altra cosa che ho lasciato strada facendo…

9) Quale tipo di letture preferisci?

Romanzi.

10) In tempi recenti è sempre più frequente la pubblicazione di poesie su blog o social network. Molto spesso si possono trovare lavori interessanti e ben scritto. C’è qualche poeta che torni a leggere di frequente e che vorresti raccomandare? (se possibile aggiungi anche il link al blog)

Sicuramente Massimo Botturi, che collabora anche con i suoi versi alle didascalie per le mie foto. E Andrea Gruccia che ho scoperto da non molto tempo, e che difficilmente smetterò di leggere.
http://massimobotturi.wordpress.com/
https://andreagruccia.wordpress.com/

11) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Se sì fanne una breve descrizione indicando anche i dettagli della pubblicazione (editore, distributore).

No, ma ci ho pensato tante volte. Per il mio carattere, già il Blog è stato un salto nel buio….magari arriverò anche alla pubblicazione.

12) Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?

Mah, l’unica mia eccentricità è forse l’abbinamento dei colori quando vesto. Non è che mi impegni molto in questo….e secondo la mia logica di colore, sono anche abbinamenti carini, ma imparerò a vestire da signorina per bene, prima o poi. Scherzi a parte, direi che la mia personalità tende più a cercare di non attirare l’attenzione.

13) Per chiudere l’intervista cita tre dei tuoi versi che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla.)

“L’amore indossa i calzoncini blu e una maglietta di supereroi,
che mamma ha bisogno di una certa protezione.”
Dalla mia poesia Solo Tre Cose, una di quelle dedicate a mio figlio.

“Di tutto sarai testimone,
al mondo brinderai
forse all’amore,
Ma non a noi.”
Dalla mia poesia Un Giorno Qualunque.

“Me presento: c’ho ‘r guscio fatto a pera,
a me de sta’ ‘n ammollo nun me pija
de ‘na chioccia, ascortame, so fija
mi’ padre è ‘r lumacone de ‘na sera.”
Dal mio sonetto Diluvia- All’Improvviso incontro una Lumaca.

Intervista a: Francesco Deiana

1) Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.

Francesco Deiana, 33 anni, insegnante di filosofia, poeta, accompagnatore di ragazzi diversamente abili. Aggiorno regolarmente il blog http://fradeia.wordpress.com

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?

Ho iniziato a scrivere a 21 anni, dicono che si inizi a scrivere quando ci si sente soli, per me è successo così. Ho cominciato per una esigenza comunicativa, per dare una forma più concreta ai miei pensieri.

3) Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?
Scrivo principalmente sonetti, sestine e ottave, con verso endecasillabico. Molto raramente uso il verso libero.

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira?

Sicuramente sono stato influenzato dalla poesia orale dei cantadores sardi, dalla tradizione romana di Belli e Trilussa, e dal romagnolo Olindo Guerrini. Quel che tento di fare è rifarmi a loro per quando riguarda l’oralità, la semplicità, la chiarezza e l’immediatezza del verso.

5) Definisci il tuo stile poetico con un aggettivo e spiegane il motivo.

Chiaro. La chiarezza per me è un vero e proprio valore, essere chiari, nella vita come in poesia, è un dovere morale.

6) Tutti i poeti hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti?

Tutti gli intercalari, i modi di dire, le frasi fatte, gli avverbi e i sostantivi tratti dal lessico filosofico come sostanza, concetto, pensiero, ecc…

7) Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti. Che cosa pensi emerga spontaneamente dalle tue opere?

Spero emerga un po’ di verità.

8)Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?

Pochi altri ambiti, un po’ di teatro.

9) Quale tipo di letture preferisci?

Adoro i classici, ma ultimamente sto leggendo anche molti giovani scrittori, spesso esordienti, come d’altronde dovrei essere io. Mi piace sapere a che punto è arrivato chi, come me, si mette a scrivere oggi. Ovviamente quando scovo qualche giovane poeta valido che scrive sonetti, la mia gioia è immensa!

10) In tempi recenti è sempre più frequente la pubblicazione di poesie su blog o social network. Molto spesso si possono trovare lavori interessanti e ben scritto. C’è qualche poeta che torni a leggere di frequente e che vorresti raccomandare? (se possibile aggiungi anche il link al blog)

Sono molti, ne dico tre: Alfonso Maria Petrosino, Guido Catalano (http://www.guidocatalano.it/), Marco Simonelli, (http://www.marcosimonelli.net/), quest’ultimo è un po’ che non aggiorna il suo blog, ma lui è poeta di indubbio valore.

11) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Se sì fanne una breve descrizione indicando anche i dettagli della pubblicazione (editore, distributore).

Ho autopubblicato 3 raccolte di poesie servendomi di servizi editoriali ondemand. Tutto materiale che potete trovare sul mio blog o addirittura su Emule. Sono raccolte un po’ eclettiche dove è difficile trovare un filo conduttore, se non per il fatto che si tratta, per la maggior parte, di sonetti. I titoli delle raccolte sono “Si sta come d’estate, petelle sugli scogli”, “M’illudono Sippenso” e “Sono un poeta o sono un imbecille?”.

12) Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?

Molto. In particolare provo molto piacere a leggere le poesie in pubblico, a mettermi in gioco in contesti di reading personali e collettivi, o di eventi poetici come i Poetry Slam.

13) Per chiudere l’intervista cita tre dei tuoi versi che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla.)

Domanda molto difficile, a cui risponderò con i primi tre versi di una poesia di cui, con l’amico Gino Dell’Aera, abbiamo realizzato un video che trovate su Yuotube (https://www.youtube.com/watch?v=l7LCdsnMh8g) . La poesia si intitola “Il Camaleonte” e i versi sono: “Spesso mi sento come un camaleonte / nel senso che modifico chi sono / secondo le persone che ho di fronte”.

Intervista a: Riverso

1)Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.

Sono un “ragazzo” di quasi quarant’anni ormai, che non si può definire poeta, ma di certo si sente un menestrello amante delle parole, dei giochi che si possono fare con esse e di tutto quello che concerne la nostra bellissima lingua. Ho un blog dove pubblico, quando l’ispirazione mi guida, qualche poesia http://riversamente.worpress.com . Questo per quanto riguarda il ragazzo. L’uomo quarantenne, invece, collabora come agronomo con strutture private e regionali, in una regione che ho imparato ad amare come il Lazio.

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?

La mia prima opera la conservo ancora gelosamente, l’ho scritta in seconda elementare. “La Natura”, poesia che conosco a memoria e che suscita in me ancora un senso di dolce commozione. Il perché forse non esiste… credo che scrivere poesie per me sia una semplice attitudine, c’è chi è portato per la musica, io per la poesia.

3) Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?

Sono molto poliedrico da questo punto di vista. Ho uno stile che spero si distingua dagli altri, e con questo affronto, di solito, le impervie vette dell’Amore, puro o carnale, immaginario o reale. Altre volte mi diletto in poesie storiche, oppure in opere attuali, ho toccato temi come le guerre, la religione, la politica. Indubbiamente il filo conduttore che lega ogni mia opera è la Natura, vista e vissuta anche nella vita reale come madre e amante, unica e sempiterna.

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira?

Sarebbe forse più facile dire chi non mi influenza. Uno su tutti? Montale. Lo amo, alla follia, lo invidio, alla corrosione. E’ l’inarrivabile vetta a cui aspiro. Non credo ci siano poeti di una levatura e di un’incisività così profonda come Montale, i cui versi ogni volta aprono baratri di passione e di emozione che non sospettavo neppure di avere. Poi posso citare Dante e Petrarca (quando scrivo sonetti), Neruda (per alcune poesie d’amore), D’Annunzio, Leopardi, Pascoli. La Merini è un’altra poetessa a cui non ci si può non rivolgere. Ma inserisco anche “poeti diversi”: De Gregori, Samuele Bersani per fare due esempi di grandi poeti-cantanti che sanno emozionare. Ancora potrei continuare con molti autori stranieri che ho letto (Neruda, già citato), Voltaire, Fried, Shakespeare, e molti altri.

5) Definisci il tuo stile poetico con un aggettivo e spiegane il motivo.

Soave. O almeno spero lo sia. Cerco nelle parole sempre la leggerezza, anche quando tratto temi come la guerra o la morte, cerco sempre un’aulica presenza che riesca ad alleggerire le mie parole. In realtà quel che cerco è una musica, ed essendo io d’ispirazione molto classica, cerco nelle parole quella sonata di pianoforte o quel susseguirsi di note che non so suonare, ma cerco di scrivere. Tramutare l’indessicabile in verbo… e per far questo, a mio parere, le parole devono raggiungere le vette più alte della musicalità e della leggerezza.

6) Tutti i poeti hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti?

Domanda che mi fa assolutamente sorridere. Ho amici molto critici e, quando utilizzo una parola troppo frequentemente, vengo schernito senza ritegno. Per questo ho un lessico ricco di sinonimi, quindi potrei dire che più che le parole è la sintassi è la mia cifra stilistica. Però, per non deludere le aspettative della domanda ammetto che mi innamoro con facilità di alcune parole e, pertanto, i capelli sono “ebano” e gli occhi “smeraldo”, le nuvole formano “arabeschi” e c’è sempre il sole, o la luna, o qualche gioco di luce che si va ad “intrecciar” chissà dove ed il tutto è “incanto”. La mia verve musicale impone, inoltre, verbi con finali tronche: svanir, morir, amar, tesser, sfumar… e potrei continuare ancora

7) Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti. Che cosa pensi emerga spontaneamente dalle tue opere?

Emozioni. Non credo di chiedere altro alle mie poesie. Voglio comunicare un’emozione e, perché no, far sentire una musica legata a quell’emozione. Che la musica sia quella che ho ascoltato io nello scriverla, o sia qualcosa di completamente diverso percepita da chi legge, poco importa. È importante però che un’emozione (non la mia, sia chiaro) emerga e colpisca chi mi legge. Questa è la mia massima aspirazione.

8) Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?

Non so se sia un campo artistico, ma amo i bonsai, gli Origami e, di tanto in tanto, faccio impazzire i miei cani e i miei gatti suonando il bodhran (male e fuori tempo… sono negato). Credo che scrivere poesie (e qualche volta narrativa) sia davvero il massimo a livello artistico che questo pianeta possa sopportare da me.

9) Quale tipo di letture preferisci?

Tutte. Leggo qualsiasi cosa, dalle etichette dei detersivi, ai giornali, ai libri (fantascienza, gialli, romanzi, commedie, racconti, poesie, ecc.), ai blog, ai testi scientifici, alle normative in ambito agricolo… mi piace leggere, cerco di farlo spesso, cerco di farlo sempre. In questo momento sto leggendo un thriller (Deaver) e un manga (così, per non farci mancare nulla…).

10) In tempi recenti è sempre più frequente la pubblicazione di poesie su blog o social network. Molto spesso si possono trovare lavori interessanti e ben scritti. C’è qualche poeta che torni a leggere di frequente e che vorresti raccomandare? (se possibile aggiungi anche il link al blog)

Seguo volentieri l’autore Hariseldom sul sito http://www.scrivere.info oppure, sempre su quel sito, altri autori come Patrizia Ensoli e Santo Aiello. Inoltre leggo volentieri le poesie di Mistral sul blog: http://ombreflessuose.wordpress.com/, oppure i racconti di rO ed i suoi amici su: http://farovale.wordpress.com/; ammetto però che sto facendo torto a molti autori (scrittori di narrativa o di poesia), ma spero mi perdoneranno se non li cito tutti.

11) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Se sì fanne una breve descrizione indicando anche i dettagli della pubblicazione (editore, distributore).

No, sono stato spesso presente su varie opere multi autore, ma una silloge personale ad oggi non l’ho mai pubblicata.

12) Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?

Non credo di essere eccentrico, non nell’accezione comune di questo termine. Spero di essere una persona originale, quando si parla con me.

13) Per chiudere l’intervista cita tre dei tuoi versi che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla.)

A dire il vero non ho versi preferiti, ma ho una poesia che ricordo con piacere (e di cui riporto, infrangendo un po’ le regole, l’ultima strofa di ben quattro versi) non perché sia tra le mie più belle, ma perché è la prima dell’ultima importante svolta nel mio modo di scrivere:

“Attenderà il tempo i nostri passi,

poiché al tempo non obbediscono

gli amanti, uniti come unico corpo

l’un nell’anima dell’altra, a completarsi.”

(da: Attenderà il tempo i nostri passi http://riversamente.wordpress.com/2012/09/30/attendera-il-tempo-i-nostri-passi/)

Intervista a: Lila

1) Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.
Mi chiamo Lila e il mio blog è lilasmile  http://lilasmile.wordpress.com/
Il mio blog ha anche un sottotitolo: Un sorriso può aiutare a vivere.

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?
Ho iniziato a scrivere da quando avevo all’incirca quindici anni e mi ha spinto il desiderio di riportare in un quaderno le mie emozioni. Credo che quando si è adolescenti si è spinti da questa cosa, o almeno per me è stato così. Leggere le mie emozioni mi ha aiutata a gestire meglio le mie sensazioni anche, e soprattutto, in amore.

3) Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?
Scrivo quasi sempre poesie d’amore, sono quelle in cui mi trovo di più e credo di esprimermi meglio ma a volte scrivo poesie che riguardano temi generali come l’amicizia, l’umanità, il sentire.

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira?
Non credo di essere influenzata da alcun poeta del passato però mi piacciono molto le poesie di Hikmet e di Neruda.

5) Definisci il tuo stile poetico con un aggettivo e spiegane il motivo.
Che domandona! Non credo di avere uno stile. Chi legge le mie poesie mi ha detto che sono rappresentative, di immagine, come dei quadri. In questa definizione mi ci ritrovo, mi piace offrire al lettore la sensazione di trovarsi di fronte ad un’immagine poetica.

6) Tutti i poeti hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti?
Tu dici parole come fiore, cuore, amore? Scherzo naturalmente. Mi piacciono molto queste parole: mani, corpo, abbandono. Credo sia perché penso che nel rapporto di amore sia molto importante legare le mani e il proprio corpo al desiderio e alla capacità di abbandonarsi completamente all’altro.

7) Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti. Che cosa pensi emerga spontaneamente dalle tue opere?
Ci devo pensare..credo una certa sensibilità, quella credo sia legata al mio passato che si riporta chiaramente in quello che scrivo e poi, come ho già detto, voglia di amare e di essere viva.

8)Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?
Purtroppo no, mi piace solo guardare i quadri, ammirarli, a volte sono proprio come poesie, incantano e portano al altri mondi.

9) Quale tipo di letture preferisci?
A dire la verità non leggo moltissimo, preferisco però leggere in ogni caso di poesia.

10) In tempi recenti è sempre più frequente la pubblicazione di poesie su blog o social network. Molto spesso si possono trovare lavori interessanti e ben scritto. C’è qualche poeta che torni a leggere di frequente e che vorresti raccomandare? (se possibile aggiungi anche il link al blog)
Trovandomi su wordpress vedo tanta poesia ma se devo consigliare qualche autore direi:
Poetella (poetella.wordpress.com), Massimo Botturi (massimobotturi.wordpress.com), Franz De Boeuf  (franzdeboeuf.wordpress.com) e Intesomale (essereinteri.wordpress.com)
11) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Se sì fanne una breve descrizione indicando anche i dettagli della pubblicazione (editore, distributore).
No, non ho ancora avuto la fortuna di pubblicare le mie poesie ma spero che un giorno questo sogno si possa avverare.

12) Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?
Sorrido. Diciamo che sono una tipa a cui piace guardare spesso il cielo, è difficile a volte per me stare con i piedi per terra ma non mi definirei eccentrica.

13) Per chiudere l’intervista cita tre dei tuoi versi che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla.)

Avevi i capelli rossi lunghi come l’aria (A mia nonna)

Tradisco pensieri e mi abbandono (Vedrai com’è)

Sarà libero il confine del mio domani (Sarà libero)

Sono versi pubblicati tutti sul mio sito ossia su lilasmile (il link l’ho riportato sopra).

 

 

 

Intervista a: Francesca Pels

1)Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.

Francesca Pels, piacere. Anche solo Pels.
Sono una scrivente: scrivo prose, articoli, diari, saggi, poesie, che spesso porto fuori da scrivania e virtualità per farle diventare poesia di strada, attraverso installazioni, pitture murali e manifesti. Sono una filologa nel senso più etimologico del termine, amo le parole e mi diverte rimanere sul crinale fra reale e virtuale, fare e oziare, come ammicca il titolo del mio blog: http://otium-et-negotium.blogspot.it/

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?
Queste domande rischiano sempre di confondere storia e ricostruzione fantasiosa.
Mi ricordo che avevo undici anni, ero a casa dei miei nonni e nevicava; decisi di scrivere un racconto e mi piacque tantissimo.
Scrivere divenne la mia cosa più preziosa, il forziere sepolto di una bambina metropolitana. Cosa mi spinse e perché rimane senza risposta – o forse troppe, ma un aspetto è rimasto inalterato: scrivo perché mi piace scrivere.

3) Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?

Quando scrivo voglio essere capita, perciò preferisco tentare una poesia che, secondo le mie testa e sensazioni, sia al passo coi tempi e col lettore: verso libero, parole scelte, precise, ma non altisonanti. Consapevolezza senza ostentazione, così mi piace scrivere.
Poste queste caratteristiche, sperimento, come nella vita, e la forma che meglio mi riesce credo sia una poesia fulminea: poche parole evocative e cesellate, meno tempo per leggerle che per ripensarle e gustarle nel bianco della pagina.

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira?
Sì, di sicuro si. Studio Lettere, mi è inevitabile essere influenzata dagli autori di cui mi occupo, dalle origini fino alla contemporaneità relegata nelle pagine finali dei manuali. Allo stesso tempo è per me difficile stabilire preferenze: ho imparato ad apprezzare opere che non incontravano il mio gusto, ho scoperto – e qui devo ringraziare le esperienze di poesia di strada – che quasi chiunque può insegnarmi o ispirarmi qualcosa.
Però non voglio sottrarmi dal fare nomi; chi mi sento di citare in questo momento, per una serie lunga di ragioni tra cui la sua poca ingiusta fama, è Alejandra Pizarnik.

5) Definisci il tuo stile poetico con un aggettivo e spiegane il motivo.
Preciso. Quasi pignolo, talvolta.
In questo mondo di caos voglio che le mie parole siano un territorio di senso e significato precisamente ritagliato.

6) Tutti i poeti hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti?
Non sono d’accordo, non penso di avere parole preferite: la magia del linguaggio sta nella sua pluralità, nella sua poliedricità, grazie a quella possiamo dire anche l’indicibile. Perciò io le parole le voglio tutte, non vorrei fare a meno di nessuna; mi piace impararne di nuove e impiegarne ciascuna nella giusta occasione.

7) Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti. Che cosa pensi emerga spontaneamente dalle tue opere?
Complessità, che sia di linguaggio, come si diceva prima, complessità del mondo, della vita, degli esseri umani; voglio pensare che le mie opere siano un frammento specchio di questa complessità, spaventosa e meravigliosa, che è l’esistenza. Penso e spero emerga uno stimolo di non indifferenza.

8) Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?
Mi piace fare fotografie, disegnare, dipingere e modellare, però la parola rimane il mio amore più grande – e più legittimo, credo.

9) Quale tipo di letture preferisci?

In assoluto preferisco leggere poesia.
Di recente però mi affido volentieri a romanzi grafici e fumetti.

10) In tempi recenti è sempre più frequente la pubblicazione di poesie su blog o social network. Molto spesso si possono trovare lavori interessanti e ben scritti. C’è qualche poeta che torni a leggere di frequente e che vorresti raccomandare? (se possibile aggiungi anche il link al blog)
Onestamente no.
Seguo più o meno giovani scriventi, come me, e alcune pagine che propongono miscellanee di versi e svariati stralci di opere: tutto molto interessante, purché la curiosità del lettore non si sazi troppo in fretta.

11) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Se sì fanne una breve descrizione indicando anche i dettagli della pubblicazione (editore, distributore).
No, le esperienze editoriali finora sperimentate mi hanno assai delusa.

12) Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?
Giusto l’altro ieri uno sconosciuto mi ha definita una teatrante. Ho le mie ossessioni e la passione per tante cose superflue, ma penso di essere originale come ogni persona.
D’altronde, definiresti usuale qualcuno che appende in giro le proprie poesie?

13) Per chiudere l’intervista cita tre dei tuoi versi che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla.)
Non so se siano i migliori, ma sono stati, per me, fra i più incisivi:

D’accordo; sarò una Venezia.

In piedi
sull’acqua.

(“Sarò una Venezia”, http://otium-et-negotium.blogspot.it/2012/08/saro-una-venezia.html)

Intervista a: Annelisa Addolorato

1)Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.

Mi chiamo Annelisa (Anne) Addolorato, sono italiana, ho vissuto per molto tempo in Spagna, di cui mi appassionano (come del centro e sud America) la lingua e le culture. Amo la scrittura, la musica, la lettura dei libri e del mondo. In passato ho anche insegnato spagnolo in università italiane, e scritto anche monografie e articoli scientifici sulla poesia e le arti. Mi sono dedicata anche alla traduzione poetico-letteraria. Pratico arti marziali e l’acqua è il mio elemento. Puoi sapere di più su di me e sulle mie attività letterarie e artistiche sul mio sito www.annelisaddolorato.it, sul mio blog http://annerisa.blogspot.it e sul blog di poesia italiana che gestisco: http://afinidadesafectivasitalia.blogspot.it (NOMADI MONDI) e naturalmente su Facebook,Twitter e Google+.

2)Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?

Ho iniziato a scrivere in prosa e poesia praticamente ‘da subito’, cioè da piccolin, da quando mi hanno insegnato a scrivere a scuola. Scrivere è un modo di respirare la vita e l’esperienza. Un modo di stare al mondo. Di sentirlo, scrivere è parte del corpo, come se fosse un organo vitale (che paragono a quelli preposti alla respirazione), parte di me.

3)Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?

La mia poesia è stata definita in vari modi: mistica, amorosa, ‘teatral-drammaturgica’, narrativa, prosa-poetica, ispirata dagli haikus giapponesi (che sintetizzano brevità e profonda spiritualità).. Forse c’è un po’ di vero in tutte queste definizioni. Di volta in volta mi esprimo ed estendo sulla pagina in modo diverso, ma credo che sia comunque riconoscibile la mia voce, pur cangiante.

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira?
Ho sempre letto e apprezzato molto sia i poeti del passato che quelli viventi, contemporanei a me e al ‘mio tempo’, pur nelle differenze. Dell’antichità mi affascinano i poeti-filosofi greci e i poeti mistici sia orientali sia occidentali di varie epoche: come per esempio Rumi, Hafez, Sor Juana.. Uomini e donne che a volte sono stati soggetti collettivi, come spesso è accaduto in oriente, laddove è spesso complesso trovare il confine tra poesia, musica e filosofia.

5) Definisci il tuo stile poetico con un aggettivo e spiegane il motivo.

Mistico: perché legato al corpo, al respiro, alla semplicità dei passi, ma anche alla molteplice possibilità d’interpretazione della realtà e delle sue stratificazioni. La poesia è mistico-medianica: si scrive da sola attraverso le pieghe e i segni, i solchi dei giorni, della vita, di tutte le esperienze e gli stimoli sensoriali di cui sono fatta.

6) Tutti i poeti hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti?

“Danza”, “Acqua”, “Aria e respiro”, “sacro” “musica”, “ridere”, “sorriso”, “barca”.

7) Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti. Che cosa pensi emerga spontaneamente dalle tue opere?

Un movimento perpetuo e che muta costantemente. L’idea della quotidiana rinascita e costante rigenerazione, ri-costruzione che tutti viviamo durante la nostra vita. Se possiamo essere riconosciuti come individui con un carattere, caratteristiche specifiche, è anche vero che siamo frammenti di qualcosa di molto più esteso, sia spazialmente che temporalmente, rispetto a noi e il nostro corpo. Scrivo come respiro, tendendo alla felicità e alla serena calma, pienezza del vivere, condivisione , ma anche ironico e autoironico sguardo su me e su quel che vedo. Non so se trasmetto questo, ma mi piacerebbe.

8) Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?

Considero la fotografia un’arte, e amo fotografare, pur non avendo una preparazione tecnica in merito. Amo cantare. In passato mi sono espressa anche (e, in alcuni periodi, soprattutto) attraverso la musica, suonando alcuni strumenti musicali (ho studiato musica da piccola). Mi piace anche danzare ma non ho mai studiato danza. Pratico le arti marziali, che a mio parere sono un ottimo apprendistato che avvicina la persona all’arte, alle arti.

9) Quale tipo di letture preferisci?

Ho sempre letto moltissimo e di tutto: dai classici ai fumetti: dall’Odissea a Wu Ming, da Mafalda a Marguerite Yourcenar. E ho letto molto (sia poesia che saggistica e romanzi) soprattutto in spagnolo ma anche in inglese. Un po’ in francese e portoghese. Mi piace Hrabal e mi piace Baudelaire.. tanto Pasolini, come Alicia Giménez Bartlett (!), la letteratura (religiosa e non) orientale e mistica di varie epoche e latitudini.. Sciascia, Calvino, Asimov, I Ching. Libri e testi di stili, generi e provenienze molto diverse.

10) In tempi recenti è sempre più frequente la pubblicazione di poesie su blog o social network. Molto spesso si possono trovare lavori interessanti e ben scritti. C’è qualche poeta che torni a leggere di frequente e che vorresti raccomandare? (se possibile aggiungi anche il link al blog).

Sono molte le voci intense e interessanti, sia in Italia sia in Spagna, negli States, Nelle Americhe. Sul mio blog NOMADI MONDI (v. prima risposta all’intervista) trovate alcune voci italiane che ho raccolto e links ad altre antologie vive e vivaci di poeti e poetesse viventi che scrivono in altre lingue.

11) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Se sì fanne una breve descrizione indicando anche i dettagli della pubblicazione (editore, distributore).

Fino ad ora ho pubblicato tre raccolte poetiche. Tutte all’estero e tutte con testo a fronte. Le prime due in Spagna: “Mariposas y falenas – Farfalle e falene”, Endymion, Madrid 2003, con traduzione e introduzione di Clara Janés; la seconda “La palabra ‘lasca’ o la reconstruccion de Pompeya – La parola ‘favilla’ o la ricostruzione di Pompei’”(Amargord, Madrid 2009, introduzione di Marta Lopez Vilar) e “My Voice seeks you” (Cross-Cultural Communications, New York 2013, traduzione e introduzione di Maria Bennett e Bill Wolak. Libro disponibile anche su Amazon.com).

12) Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?

Forse sì. Lascerei però ad altri, a chi mi conosce o a chi mi ha letto il compito di descrivere ‘le mie stranezze’.

13) Per chiudere l’intervista cita tre dei tuoi versi che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla.)

Ma ascoltare

non è mai

mancanza d’amore”

(dalla poesia ‘Barche rosse’, che è anche una videopoesia, realizzata in collaborazione con la video maker Patrizia Monzani, e che è stata tradotta in varie lingue).

Intervista a: Benedetta Murachelli

1)Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog se ne usi uno per pubblicare

Mi chiamo Benedetta Murachelli, sono nata in Valcamonica, precisamente dove preistoriche incisioni rupestri raccontano storie e poesie, Capodiponte, – Cemmo per l’esattezza – e ci tengo. Fin da ragazza ho cercato vita a Milano e ne ho trovata tanta da raccontare, ricordare e anche dimenticare. Ho tre figli e nove nipoti, l’ultima è nata pochi giorni fa. Ho lavorato in fabbrica, nella scuola, nell’attività familiare e ora ovviamente faccio la pensionata. Il mio blog è Pensieri incustoditi. (clicca per il blog)

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?

Il mio primo strumento fu il mio piccolo alluce indifferentemente destro o sinistro; si divertiva a girovagare nei solchi delle incisioni sulla roccia, mentre la mente raccontava storie di paese piccolo, povero, schiacciato tra le montagne che, per me gente limitata, considerava bellissime. C’era anche la guerra e non c’era tanta carta allora. Non ero una scolara modello, scrivevo cose mie e non facevo i compiti. Ma adoravo la ginnastica ed ero sempre vincitrice nei saggi ginnici che il fascismo imponeva in tutte le scuole.
Adolescenza in collegio, studio e preghiera, chi ci crede? Le regole non erano fatte per me. Un diploma magistrale e poi l’avventura milanese. Ho pagato l’ingenuità, la fiducia nel prossimo, la spinta alla ribellione che in realtà era vocazione alla giustizia. Per ogni cosa ho dato del mio. Anche il matrimonio è stato fuorilegge (segreto e religioso). Ma mio marito era bello, atletico e soprattutto distratto. Divorzio, aborto, contestazione, sperimentazioni didattiche ecc. ecc. Bisognava pur scriverle alcune cose! O meglio sintetizzarle in quelli che ho chiamato Pensieri Incustoditi

3) Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?

Il genere che allarga il cuore e lo rende intelligente. Quando un’inezia mi diventa padrona e le parole frullano nell’universo. Non adotto metriche rigorose né conto le sillabe, l’”a capo” è sempre un inizio anche se si tratta di un enjambement. “che colpa ne ho io se non ero la prima della classe” (è in wordpress titolo che colpa?)

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira?
Rimasi folgorata da Catullo: “Odi et amo. Quare id faciam fortasse requiris. / Nescio, sed fieri sentio et excrucior”. Mi ripetevo excrucior ad alta voce mille e più volte ed ogni volta il peso di quella inevitabile croce, incrocio tra orizzontalità e verticalità, assumeva nomi diversi: coscienza, ingiustizia, affanno, amore, ineluttabilità, catene e libertà…
L’elenco poi sarebbe lunghissimo anche se in testa rimane Leopardi. A diciotto anni “La pioggia nel pineto” di D’annunzio mi lasciò… umida e con qualche reumatismo ai malleoli e alle ginocchia. Scherzo ovviamente, anzi penso che D’annunzio sia conosciuto da tanti solo per questa poesia.

5)Tutti i poeti hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti?
Non lo so, vedo immagini e suono parole, non saprei dire altro.

6)Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti.
Credo proprio che sia così, loro sono maestri di ironia – (eironéia) finzione, forza creatrice di intelligenza.

7)Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?
Adoro cucinare utilizzando conoscenze tradizionali ma con creative aggiunte personali.

8) Quale tipo di letture preferisci?
Quali letture… poesia, poesia, poesia, fanno da contorno e approfondimento saggi o brani scelti dalla narrativa.

9) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Peccati di penna (www.il mio libro.it)

10)Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?
sono eccentrica? Si, se si intende rompere gli schemi per ricostruirne di più umani.

11)Per chiudere l’intervista cita tre dei tuoi versi che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla.)


Goditela, goditela, goditela!

Per quel che hai avuto

per quel che non hai avuto

per quello che hai sognato

per quello che non c’è stato.

Ogni attimo una sfida

ogni sfida un dono da accatastare

nel forziere delle tue segrete felicità.

Svola cieco sbattendo le sue ali pesanti l’amore

inconcluso

Fa violento il vento più sferzante la pioggia

Non lo brucia il sole e più del sole brucia

Si adagia sulla luna spossato quando a sera sfugge tra i

i sogni e le dita.

Intervista a: Francesca Cannata

1) Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.

Mi chiamo Francesca Cannata, abito a Polistena, un carinissimo paese ai piedi della montagna e poco distante dal mare. Sono una psico-pedagogista e insegno nella scuola primaria.

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?
Ho iniziato a scrivere da ragazza, spinta dal bisogno di comunicare le mie emozioni (ero molto timida)

3) Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?Le mie poesie sono in versi liberi. Esprimono i moti del mio animo sia se intenta ad esplorarne l’interiorità, sia se intenta ad osservare il mondo circostante

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira?
No, non mi sento influenzata dai poeti del passato.

5) Definisci il tuo stile poetico con un aggettivo e spiegane il motivo.
Il mio stile con un aggettivo…libero

6) Tutti i poeti hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti?
Sono parole quali ANIMA, RICORDI, SENSAZIONI…

7) Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti. Che cosa pensi emerga spontaneamente dalle tue opere?
Noi artisti vediamo il mondo da un punto di vista soggettivo, filtrato dalle nostre emozioni e spesso non veniamo compresi. Vediamo il “nostro” mondo che potrei definire contingente e mutevole. Penso che quello che emerge dalle mie poesie è un’ analisi psicologica, un’indagine introspettiva che mi conduce a seguire il corso dei pensieri, i silenzi e le voci…

8) Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?
Si amo tantissimo la fotografia e la pittura

9) Quale tipo di letture preferisci?
La lettura è un piacere al quale non posso rinunciare, leggo di tutto, romanzi romantici, thriller, libri a carattere storico, religioso, filosofico…

10) In tempi recenti è sempre più frequente la pubblicazione di poesie su blog o social network. Molto spesso si possono trovare lavori interessanti e ben scritto. C’è qualche poeta che torni a leggere di frequente e che vorresti raccomandare? (se possibile aggiungi anche il link al blog)
Non leggo poesie su blog, amo il cartaceo.

11) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Se sì fanne una breve descrizione indicando anche i dettagli della pubblicazione (editore, distributore).

Una mia silloge è stata pubblicata dall’editore Aletti. Il Libro ( collana paroleinfuga) contiene una raccolta dal titolo “Scirocco” con poesie scritte da sei autori, disponibile anche in e-book.

Una silloge di sette poesie sarà presto inserita in un’opera edita da Pagine dal titolo “Riflessi”, una nuova collana di poeti contemporanei, che si potrà trovare anche in e- book, avrà una pagina web, un video e un audiolibro.

12) Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?
Non saprei, sono sicuramente una persona un po’ fuori dalle righe, di me gli altri dicono che sono sempre con la testa fra le nuvole, non riesco a seguire le mode e le correnti….

 

Intervista a: Mister Caos

1) Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.

All’anagrafe nasco come Dario, ma in strada mi firmo Mister Caos. Sono un esponente del movimento di Poesia di strada italiano. Classe ’92, nasco a Milano, e cresco a San Donato Milanese, all’ombra della grande metropoli, dove coltivo sin da piccolo la passione per la scrittura e per la street art. Dall’ inverno del 2013, assalto la strada a colpi di versi, dipingendo e affiggendo le mie poesie. Le mie composizioni sono affisse da Milano, a Genova, fino a Palermo, Napoli, Potenza, Londra, Parigi, New York, Atlanta e Haiti.

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?
Ho affinato sin da piccolo lo studio della parola, nonostante fossi (e lo sono tutt’ora) impacciato nel parlare e dislessico, grazie anche alla musica e a letture morbose e appassionate. Parallelamente ho coltivato la passione per i graffiti, così (da cosa nasce cosa) ho iniziato a fare poesia di strada.

3) Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?
La mia poesia purtroppo o per fortuna è molto studiata. Ogni singola parola non è messa a caso, ma fa parte di un equilibrio precario, musicale e contenutistico, derivato dall’acquisizione e rielaborazione di una emozione.

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira?
Non sono particolarmente influenzato da poeti classici, anche se stimo e apprezzo molto il lavoro dei poeti italiani a cavallo tra ‘800 e ‘900.

5) Definisci il tuo stile poetico con un aggettivo e spiegane il motivo.
Il mio stile poetico lo definirei sperimentale. Non scrivo una poesia uguale all’altra, ne per contenuti, ne per metrica o rime. Ogni emozione parla da sé. Io trascrivo e basta.

6)Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?
Facendo poesia di strada, c’è un incontro del tutto naturale con la street art. Per scrivere le mie poesie (in strada) infatti, mi servo di qualunque tipo di supporto e strumentazione. Dai pennelli agli spray, dagli acrilici agli smalti, e ancora stencil, tamponi, poster, e tutto quello che supporta e sopporta una poesia.

7) Quale tipo di letture preferisci?
Preferire è un termine scorretto per il mio caso. Diciamo che leggo volentieri qualsiasi testo che genera in me curiosità.

8) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Se sì fanne una breve descrizione indicando anche i dettagli della pubblicazione (editore, distributore).
Ho una mia raccolta personale, mai pubblicata. A me piace “pubblicare in strada”, tra la gente dove chiunque, senza dover aprire un libro può usufruire della mia poesia.

9) Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?Probabilmente, se mi guardassi da fuori, mi definirei “concentrico”.

10) Per chiudere l’intervista cita tre dei tuoi versi che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla.)

Ho sporcato le mie scarpe d’azzurro fuggendo nel cielo”

C’è chi getta l’àncora e chi ci prova ancòra”

Impossibile è solo un’altra bugia”