Poesie di: Stefania Nardi

SOLO TRE COSE

L’amore indossa i calzoncini blu e una maglietta di supereroi, che mamma ha bisogno di una certa protezione.
L’amore guarda con occhi grandi e misto verde, si pulisce la bocca con le mezze maniche di una maglietta, soffia aria tra denti ancora distanti.
L’amore inventa parole nuove per farsi grande, scappa quando ha paura, stringe Teddy nel sonno, ride d’ironia precoce.
L’amore osserva per crescere, cresce e non vuole, vive in un mondo dai contorni arcobaleno e teme il grigio.
L’amore incanta
L’amore ama
L’amore è amato.
L’amicizia nasce in due righe e tre minuti, o dopo dieci anni.
L’amicizia ha il tratto deciso di parole scritte, la colonna sonora di un viaggio, occhi che sanno leggere davvero.
L’amicizia ha un divano comodo, una sigaretta accesa, sa di tiramisù variegato e pennette al limone con troppa panna.
L’amicizia resta senza benzina, regala fiori preferiti, non sa ballare, conosce la follia.
L’amicizia ti dice che sei profonda, così profonda che forse ti sei persa. E tu sei persa davvero, e ridi.
La passione è una vita concentrata in poche ore.
La passione è una cuffia, una postazione, un microfono, la nota che credevi di non raggiungere.
La passione telefona all’improvviso in una mattina senz’aria, ecco il vento da quella finestra, finalmente.
La passione fa ridere e spera di ridere ancora.
La passione ha neuroni allenati, maglioni a collo alto, ha il sapore di un sigaro, sa stringere le mani, sfida e non da ragione.

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LA SERA DI TROPPO

È la sera dei baci non dati,
preludio d’un domani al condizionale.
Tenuta in piedi da mezze misure,
avanzo tra le braccia tese
di chi misure non ha,
di chi tregua non da’.
È la sera dei sogni restituiti,
peccatori di troppa realtá.
Stanca di sognare in silenzio,
urlo al mondo il bisogno di un’alba
che mi svegli da questa notte
di buio e coperte,
di pensieri pesanti e occhi pensanti.
E’ la sera delle pagine non lette,
scritte a metá e per metá promesse.
Lettere che attraggono e trattengono speranze,
punti che non chiudono mai i discorsi,
virgole che diventano facili appigli.
È la sera delle preghiere atee.
È la sera della luna appesa.
È la sera del quarto desiderio.
È la sera che voleva illuminare.
È la sera che non mancava.
Ed è giá notte.

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LEGAMI DI PAROLE

Stringi la mia mano
lungo la stradachenonso,
portami dove tutto iniziò,
ch’io possa guardare
con gli occhidichiero,
negli occhidichieritu.
Torneremo bambini forse,
noi che mai lo siamo stati,
e come bambiniadultimancati,
inventeremo giochinongiochi
per capire come sarebbe stato,
quello che nonsaràpiù.

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