Intervista a: Benedetta Murachelli

1)Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog se ne usi uno per pubblicare

Mi chiamo Benedetta Murachelli, sono nata in Valcamonica, precisamente dove preistoriche incisioni rupestri raccontano storie e poesie, Capodiponte, – Cemmo per l’esattezza – e ci tengo. Fin da ragazza ho cercato vita a Milano e ne ho trovata tanta da raccontare, ricordare e anche dimenticare. Ho tre figli e nove nipoti, l’ultima è nata pochi giorni fa. Ho lavorato in fabbrica, nella scuola, nell’attività familiare e ora ovviamente faccio la pensionata. Il mio blog è Pensieri incustoditi. (clicca per il blog)

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?

Il mio primo strumento fu il mio piccolo alluce indifferentemente destro o sinistro; si divertiva a girovagare nei solchi delle incisioni sulla roccia, mentre la mente raccontava storie di paese piccolo, povero, schiacciato tra le montagne che, per me gente limitata, considerava bellissime. C’era anche la guerra e non c’era tanta carta allora. Non ero una scolara modello, scrivevo cose mie e non facevo i compiti. Ma adoravo la ginnastica ed ero sempre vincitrice nei saggi ginnici che il fascismo imponeva in tutte le scuole.
Adolescenza in collegio, studio e preghiera, chi ci crede? Le regole non erano fatte per me. Un diploma magistrale e poi l’avventura milanese. Ho pagato l’ingenuità, la fiducia nel prossimo, la spinta alla ribellione che in realtà era vocazione alla giustizia. Per ogni cosa ho dato del mio. Anche il matrimonio è stato fuorilegge (segreto e religioso). Ma mio marito era bello, atletico e soprattutto distratto. Divorzio, aborto, contestazione, sperimentazioni didattiche ecc. ecc. Bisognava pur scriverle alcune cose! O meglio sintetizzarle in quelli che ho chiamato Pensieri Incustoditi

3) Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?

Il genere che allarga il cuore e lo rende intelligente. Quando un’inezia mi diventa padrona e le parole frullano nell’universo. Non adotto metriche rigorose né conto le sillabe, l’”a capo” è sempre un inizio anche se si tratta di un enjambement. “che colpa ne ho io se non ero la prima della classe” (è in wordpress titolo che colpa?)

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira?
Rimasi folgorata da Catullo: “Odi et amo. Quare id faciam fortasse requiris. / Nescio, sed fieri sentio et excrucior”. Mi ripetevo excrucior ad alta voce mille e più volte ed ogni volta il peso di quella inevitabile croce, incrocio tra orizzontalità e verticalità, assumeva nomi diversi: coscienza, ingiustizia, affanno, amore, ineluttabilità, catene e libertà…
L’elenco poi sarebbe lunghissimo anche se in testa rimane Leopardi. A diciotto anni “La pioggia nel pineto” di D’annunzio mi lasciò… umida e con qualche reumatismo ai malleoli e alle ginocchia. Scherzo ovviamente, anzi penso che D’annunzio sia conosciuto da tanti solo per questa poesia.

5)Tutti i poeti hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti?
Non lo so, vedo immagini e suono parole, non saprei dire altro.

6)Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti.
Credo proprio che sia così, loro sono maestri di ironia – (eironéia) finzione, forza creatrice di intelligenza.

7)Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?
Adoro cucinare utilizzando conoscenze tradizionali ma con creative aggiunte personali.

8) Quale tipo di letture preferisci?
Quali letture… poesia, poesia, poesia, fanno da contorno e approfondimento saggi o brani scelti dalla narrativa.

9) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Peccati di penna (www.il mio libro.it)

10)Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?
sono eccentrica? Si, se si intende rompere gli schemi per ricostruirne di più umani.

11)Per chiudere l’intervista cita tre dei tuoi versi che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla.)


Goditela, goditela, goditela!

Per quel che hai avuto

per quel che non hai avuto

per quello che hai sognato

per quello che non c’è stato.

Ogni attimo una sfida

ogni sfida un dono da accatastare

nel forziere delle tue segrete felicità.

Svola cieco sbattendo le sue ali pesanti l’amore

inconcluso

Fa violento il vento più sferzante la pioggia

Non lo brucia il sole e più del sole brucia

Si adagia sulla luna spossato quando a sera sfugge tra i

i sogni e le dita.

2 pensieri su “Intervista a: Benedetta Murachelli

  1. …Chiara
    non so, certe persone sono splendide
    e basta.

    ……il suo modo di raccontarsi è già poesia…

    Non mi aspettavo niente di diverso dopo aver letto questa intervista…(una delle più interessanti senza che nessuno me ne voglia) ed è la risposta alla domanda:

    Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?

    “sono eccentrica? si, se si intende rompere gli schemi per ricostruirne di più umani”.

    Ho letto le poesie, ho dato una sbirciatina al suo blog…semplicemente splendido.

    grazie sempre
    .marta

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